Comprare a rate nei negozi. Tanti gravi rischi, nuova indagine Altroconsumo

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Comprare a rate nei negozi. Tanti gravi

Comprare a rate conviene nel 2019

I numeri rivelati da Altroconsumo mettono in dubbio la convenienza degli acquisti a rate e più in generale il rapporto tra venditore e acquirente.

Si fa presto a dire che comprare a rate conviene nel 2019. Al di là del maggiore costo finale a carico del consumatore, occorre fare i conto con condizioni non sempre davvero vantaggiose, ma soprattutto con una mancanza di chiarezza di fondo sempre più diffusa. A rivelarlo è una recentissima inchiesta di Altroconsumo in 200 negozi di 10 città. L'associazione indipendente riferisce di volantini al posto delle informazioni di legge, commessi impreparati, tassi sbagliati e

poca trasparenza sul costo reale dell'acquisto a rate.

I consigli? Leggere l'informativa precontrattuale (prima del contratto) e verificare con molta attenzione il Taeg, il tasso di interesse che incide più di tutti sulla rata da pagare e quindi sul costo reale del prodotto acquistato.

Comprare a rate conviene nel 2019

I numeri rivelati da Altroconsumo mettono in dubbio la convenienza degli acquisti a rate e più in generale il rapporto tra venditore e acquirente. Oltre un commerciante su tre comunica il Taeg sbagliato con i negozi di Bergamo, Bologna, Milano e Torino che sono stati i peggiori: 9 casi su 20. Il 22% non lo comunica affatto e Genova la peggiore: è successo in 15 casi su 19.

Il 78% dei negozi non consegna il modulo che contiene Taeg e condizioni del prestito: secondo l'inchiesta di Altroconsumo, a Genova nessun negozio, a Roma uno solo. Nessuno dei negozi consegna il contratto di finanziamento mentre in 5 hanno inserito nella rate una polizza a copertura del credito, ma senza comunicarlo.

Quanto costano davvero le rate

Come spiegato da Altroconsumo, troppo spesso nei negozi i commessi vendono il debito senza comunicarti il Taeg, il vero costo del prestito perché comprende il tasso di interesse e tutte le spese. Si trova sul modulo europeo IEBCC (Informazioni europee di base per il credito ai consumatori) detto anche SECCI. Il suggerimento avanzato è di chiederlo ai commessi che altrimenti presentao volantini, depliant o foglietti scritti a mano dove non compare. Ogni trimestre la Banca d’Italia pubblica i tassi medi delle operazioni di finanziamento ai fini della definizione del tasso usuraio.

Sono importanti perché possono dare un’idea del costo medio dei finanziamenti e quindi sono buoni punti di riferimento per valutare la convenienza del prestito. Secondo la legge - ricorda sempre Altroconsumo - i tassi di un prestito che superano il tasso usuraio sono considerati come non apposti, con provvedimento del giudice.

La legge dà il diritto di chiedere, senza spese, copia del contratto prima della firma. Altroconsumo ricorda che nessuna condizione economica o giuridica può essere applicata se non è riportata per iscritto sul contratto. una buona regola sottolineata è di non indebitarsi oltre il 33% del proprio reddito mensile. Anche perché se non si riesce a pagare una rata o si paga in ritardo, si rischia di essere segnalati come cattivi pagatori nelle cosiddette Centrali Rischi e di non ottenere più finanziamenti in futuro.

La banca o la finanziaria applicheranno maggiori oneri come gli interessi di mora indicati nel contratto. Inoltre, dopo un certo numero di rate non pagate la banca e gli intermediari finanziari possono chiedere la risoluzione del contratto ovvero la richiesta immediata di pagamento del capitale residuo e degli oneri accessori.