Coronavirus, scoperta su anticorpi fondamentale. Una svolta per la scienza entusiasta

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Coronavirus, scoperta su anticorpi fonda

Coronavirus, chi lo ha preso ha gli anticorpi

Anche chi ha contratto una forma lieve di coronavirus ha sviluppato i medesimi anticorpi e di conseguenza la protezione è per tutti i contagiati nel corso di questa pandemia.

Arriva la ventata di ottimismo che in tanti attendevano: chi è stata malato di coronavirus sviluppa gli anticorpi per esserne immune. In buona sostanza non può ammalarsi di nuovo.

Si tratta certamente di una buona notizia considerando le incertezze sulle conseguenze dalla guarigione dal Covid-19 e dalle possibilità reali di non subire una seconda volta lo stesso calvario.

La svolta che sta entusiasmando la scienza è stata comunicata in Italia dal virologo Roberto Burioni che cita uno studio cinese su Nature Medicine con tanto di tabelle sul post malattia.

Ma c'è soprattutto un dettaglio che fa la differenza: anche chi ha contratto una forma lieve di coronavirus ha sviluppato i medesimi anticorpi e di conseguenza la protezione è totale ovvero per tutti i contagiati nel corso di questa pandemia.

E per tutti si intendono sintomatici e asintomatici, giovani e anziani. Anche se producono anticorpi in quantità differenti, tutti loro possono sentirsi al sicuro. Lo studio cinese parla chiaro e suggerisce una importante svolta nel contrasto al coronavirus. Vediamo quindi

  • Coronavirus, chi lo ha preso ha sviluppato anticorpi
  • Ecco perché è una svolta per la scienza entusiasta

Coronavirus, chi lo ha preso ha sviluppato anticorpi

Il primo in Italia a rivelare i risultati dello studio pubblicato su Nature Medicine è stato il virologo Roberto Burioni, secondo cui seppure in quantità variabili i pazienti guariti da Covid-19 producono anticorpi contro il virus.

A suo dire questo è bene perché rende affidabile la diagnosi sierologica e, se gli anticorpi fossero proteggenti, promette bene per l'immunità.

Più precisamente, a 19 giorni dai sintomi di coronavirus, la totalità dei 285 pazienti esaminati avevano sviluppato le IgG contro Sars-CoV-2 ovvero gli anticorpi necessari per non ammalarsi di nuovo.

Sono proprio quelli prodotti durante la prima infezione che proteggono a lungo termine contro i microrganismi.

A esultare per questa scoperta è stato anche Guido Silvestri, a capo di uno dei laboratori di ricerca più avanzati di Microbiologia e immunologia dell'Università Emory di Atlanta: "Il nostro sistema immunitario monta una risposta anticorpale contro il virus, risposta che con tutta probabilità, basandosi sui precedenti di Sars-1 e Mers oltre che sui modelli animali di infezione da coronavirus, protegge dalla reinfezione o almeno dal ritorno della malattia. Non possiamo sapere quanto dura questa risposta ma i precedenti con virus simili suggeriscono che dovrebbe durare almeno 12-24 mesi".

Ecco perché è una svolta per la scienza entusiasta

Gli scienziati sono tutti d'accorso: questa è un'ottima notizia che diffonde positività nelle prospettive di contenimento e sconfitta dal coronavirus.

In attesa di una cura, il principale timore era infatti la creazione di un ciclo continuo di diffusione della malattia in cui i pazienti che hanno lasciato ospedali e terapie intensive o che sono rimasti a casa ben oltre il periodo di quarantena prescritto potessero ammalarsi una seconda volta.