Creare un documento falso non è più reato secondo sentenza Cassazione

di Luigi Mannini pubblicato il
Creare un documento falso non è più reat

Novità importanti per chi vuole creare documenti falsi

Scompare dunque il reato per la creazione di un documento falso di sana pianta, mentre l’illecito permane nel caso in cui si proceda a una copia falsificata di un documento realmente esistente

La sentenza della Cassazione secondo la quale creare un documento falso non rappresenta più reato perseguibile penalmente non mancherà di certo di suscitare scalpore. Ad un’analisi più attenta però si scopre che le cose non sono stanno proprio in questo modo. Anche se è vero che alla luce della pubblicazione dell’interpretazione che le Sezioni Unite della Cassazione hanno voluto assegnare al reato di falso materiale previsto dal Codice Penale, qualcosa cambia eccome. In pratica scompare il reato per la creazione di un documento falso di sana pianta, mentre l’illecito permane nel caso in cui si proceda a una copia falsificata di un documento realmente esistente. In questo caso le sanzioni sono molto più severe rispetto al caso depenalizzato dalla Corte di Cassazione. Nel caso della creazione dal nulla di un documento falso, infatti, si potrebbe incappare al massimo nel reato di truffa.

La decisione della Corte di Cassazione

La decisione della Corte di Cassazione, in pratica, sancisce che per essere perseguibili penalmente non è sufficiente falsificare di sana pianta un documento. Questo significa che la violazione, perseguibile dalla Legge è prevista solo quando si crea una copia, modificandola, di un documento realmente esistente. Se invece la violazione riguarda la copia di un’autorizzazione, di una certificazione, di un permesso o qualsiasi altro documento pubblico che non è mai stato emesso non potrà essere punito ai sensi dell’articolo 482 del Codice Penale.

Gli esperti fanno sapere che non si tratta della prima volta in cui un’iniziativa di restringimento dell’applicabilità del reato di falso materiale viene messa in atto dalla Corte di Cassazione. Gli effetti di un pronunciamento del genere si faranno sentire subito perché innanzitutto le condanne subiranno una riduzione. E poi i casi di coloro che cercano con dolo di ingannare terzi attraverso l’utilizzo di documenti totalmente falsi, verranno regolati come rapporti tra privati, snellendo così la macchina giudiziaria. L’esempio che meglio di altri può chiarire questo aspetto è quello che riguarda il possesso di una finta agibilità, in realtà mai rilasciata dal Comune. In questo caso oltre all’eventuale denuncia per truffa, ricorrerà la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno per dolo della controparte.

Creare un documento falso non è più reato

Se è vero dunque che creare un documento falso non rappresenta più un reato bisogna però fare attenzione alla natura dei documenti che potrebbero essere falsificati. La stessa Corte Costituzionale, per esempio, si è di recente pronunciata sulla falsificazione dei contrassegni assicurativi. Anche in questo caso il verdetto è che questa truffa non rappresenta più un reato in quanto la norma che puniva il falso in scrittura privata è stata soggetta a depenalizzazione. Essa sanzionava la contraffazione di un documento a condizione che di questo se ne facesse uso. Secondo la Cassazione in tali casi non si può parlare neanche di ricettazione, che resta reato, ma solo di falso in scrittura privata che, invece, è stato depenalizzato.