Da calciatore del Bayern a lavorare Amazon, ma ora vuole tornare in Serie A

di Marianna Quatraro pubblicato il
Da calciatore del Bayern a lavorare Amaz

Ma adesso il ragazzo vuole tornare in Serie A

Chi č causa del suo male pianga sč stesso. L'incredibile storia di Tranmere Rovers, asso calcistico approdato al Bayern Monaco a 18 anni e finito a lavorare per Amazon a causa di comportamenti errati

Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Il vecchio detto non sbaglia mai, anche se in qualche circostanza come quella che stiamo per raccontarvi, la sensazione è che stavolta abbia pesato più la testa ‘gloriosa’ dell’involontario protagonista di una vicenda che ha dell’assurdo e che, ben presto, ha compreso che le conseguenze delle sue scelte sarebbero state davvero devastanti per il prosieguo della sua carriera da calciatore.

Che sembrava aver raggiunto finalmente il punto di svolta dopo i tanti sacrifici messi in campo per arrivare lì dove sono molti a sognare di arrivare, ovvero a vestire la maglia del Bayern Monaco, uno dei club calcistici più importante a livello internazionale. E che, a causa della sua superficialità, si è ritrovato a lavorare per Amazon. Un viaggio a ritroso che ha lasciato strascichi inevitabili sulla serenità di Dale Jennings il giovane passato dal vestire la maglia del top club tedesco a lavorare per l’azienda di e-commerce più importante del pianeta. Ma il giovane sembra aver imparato la lezione e ora vuole tornare in Serie A.

Sembrava l’inizio di una carriera sfavillante

L’approdo al Bayern Monaco, una delle superpotenze intercontinentali per quel che riguarda il gioco del calcio, sembrava rappresentare la definitiva consacrazione del giovane Dale Jennings. Un trasferimento avvenuto nel 2011 quando il ragazzo aveva appena 18 anni e veniva considerato l’astro nascente di una nuova generazione di fenomeni. La decisione di acquistarlo per la cifra di due milioni e trecento mila euro (non male per un ragazzino) sanciva la fiducia per un futuro che non poteva che essere radioso.

E invece. E invece è successo l’imponderabile. Invece è andata male e il ragazzo piuttosto che calcare i campi da gioco degli stadi più prestigiosi del mondo, si è ritrovato a lavorare per Amazon. Il sogno si è spento ben presto e, otto anni dopo, appena ventiseienne, il ragazzo si è ritrovato a lavorare come addetto al controllo qualità della Land Rover e a giocare nella nona serie inglese. Scarsa professionalità. Questa, in sintesi, la motivazione alla base del flop calcistico di quella che si sarebbe rivelata solo l’ennesima promessa mancata.

Dalle stelle alle stalle il passo è stato breve

Dalle stelle alle stalle il passo, insomma, è stato breve. E le recriminazioni possono solo restare confinate nella propria testa. Il giovane, infatti, non è riuscito mai ad ambientarsi nel nuovo ambiente a causa di quella presunzione che spunta naturale se non si ha la prontezza di ricacciarla da dove proviene. Ovvero quella spavalda sicurezza propria di chi ritiene di aver conquistato il mondo troppo presto. Dopo il fallimento dell’esperienza in terra di Germania il ragazzo ha provato a rifarsi tornando in Inghilterra. Ma la piega che ormai aveva preso la sua carriera non è cambiata e l’esito delle sue esperienze prima al Barnsley e poi al Dons si sono rivelate un vero e proprio flop.

Così, grasso, svogliato e capace di inanellare una serie di errori madornali, Dale Jennings nel 2016 si è ritrovato senza una squadra, fino a quando, nel 2017, diagnosticarono la leucemia a sua figlia Mila. Per raccogliere un po' di soldi ha cominciato a lavorare prima per Amazon e poi come addetto al controllo qualità della Land Rover. Ma adesso che sembra aver messo la testa a posto, il ragazzo ha deciso di fare un’altra scommessa con sé stesso. Porre rimedio a tutte le cavolate fatte fino ad oggi e puntare di nuovo in alto. Alla luna. Alla Serie A inglese.

Seguici su Facebook, clicca su "Mi Piace":