Decreto bambini coronavirus, ecco cosa il Governo pensa di fare

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Decreto bambini coronavirus, ecco cosa i

Coronavirus, arriva il decreto bambini

Non possono di certo bastare le cartolerie e le librerie aperte così come le lezioni scolastiche a distanza a colmare le necessità di bambini e adolescenti.

Ecco che finalmente i bambini tornano al centro dell'attenzione del governo. Nel prossimo decreto, atteso entro la fine del mese di aprile, dovrebbe essere dedicato un interno capitolo di disposizioni specifiche per i più piccoli.

Fino a questo momento le attenzioni sono state infatti concentrate su tutte le categorie sociali, genitori compresi, ma l'impressione è che poco è stato fatto per andare incontro alle esigenze di bambini e ragazzi costretti a rimanere chiusi in casa a oltranza.

E si tratta di una contraddizione di termini perché sono proprio i più piccoli ad avere maggiori esigenze naturali a stare all'aria aperta e a comprendere meno dei grandi la gravità del contagio da coronavirus.

Perché non possono di certo bastare le cartolerie e le librerie aperte così come le lezioni scolastiche a distanza a colmare le necessità di bambini e adolescenti.

L'attenzione è adesso rivolta ai piccoli che si trovano in una situazione economica di maggiore disagio perché sono proprio loro ad avere meno strumenti per fronteggiare questo periodo di emergenza. Vediamo allora cosa c'è allo studio ovvero

  • Coronavirus, arriva il decreto bambini
  • L'Italia pensa di fare come la Spagna per i bambini?

Coronavirus, arriva il decreto bambini

Il nuovo possibile provvedimento a favore dei bambini guarda ai piccoli in povertà assoluta in Italia. La crisi economica provocata dal coronavirus rischia di aumentarne il numero rispetti ai circa 1,2 milioni attuali.

Per tutti loro verrebbero stanziati con il decreto bambini 500 milioni di euro. Ma per finanziare cosa?

Le proposte sono contenute nella lettera inviata al premier da parte dei parlamentari Rosa Maria Di Giorgi (Pd), Paola Boldrini (Pd), Vanna Iori (Pd), Michela Montevecchi (M5S), Vittoria Casa (M5S), Paolo Lattanzio (M5S), Flavia Piccoli Nardelli (Pd), Emanuela Rossini (Misto), Paolo Siani (Pd).

Si va dalla consegna di pasti a domicilio all'erogazione di assegni familiari, dai bonus per i nuovi nati al potenziamento dei servizi fino ad arrivare alla donazione di PC e connessione Wi-Fi a chi ne è sprovvisto. Si tratta solo di proposte che sono adesso al vaglio del governo.

L'Italia pensa di fare come la Spagna per i bambini?

Ma c'è soprattutto un altro aspetto al centro dell'attenzione: quando i bambini potranno circolare più liberamente rispetto alle restrizione attuali?

La Spagna indica una possibile strada da seguire perché, nonostante si tratti di uno dei Paese più violentemente colpiti dal coronavirus e attualmente in lockdown , propone di far trascorrere ai bambini un po' di tempo all'aria aperta sin dal 27 aprile.

Una vera e propria apertura con largo anticipo rispetto a quanto inizialmente immaginato nella convinzione che la quarantena per molti bambini rischia di peggiorare situazioni già a rischio, senza dimenticare che senza la scuola i piccoli sono abbandonati a loro stessi.

La Spagna sarà seguita dall'Italia considerando che, secondo un dossier della Piattaforma per i diritti dell'infanzia, il nostro è il secondo Paese con le restrizioni più rigide al mondo nei confronti dei minorenni?