Decreto Coronavirus ufficiale oggi martedì 24 Marzo. Tutte le nuove misure approvate

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Decreto Coronavirus ufficiale oggi marte

Coronavirus, misure più severe nel decreto

Nel decreto si legge allora della possibile sospensione fino a 30 giorni delle attività commerciali e dell'applicazione di multe fino a 4.000 euro per chi non rispetta le disposizioni.

La lotta al coronavirus si fa sempre più serrata e non si concluderà nell'arco di poche settimane. Basta leggere il nuovo decreto del governo Conte approvato oggi martedì 24 marzo 2020 per capirlo e farsi un'idea più precisa delle intenzioni nel breve e nel medio periodo.

Il pacchetto di misure che ha ottenuto il via libera ha validità fino al 31 luglio 2020 ovvero fino al termine del periodo di emergenza di 6 mesi precedente indicato.

Ma può naturalmente essere ridotto o aumentato in base all'andamento del contagio e in ogni caso l'approvazione delle misure ha durata mensile da rinnovare eventualmente, dunque, ogni 30 giorni. Quindi la chiusra delle varie atttività, come la scuola, o l'obbligo di stare in casa si deciderà qualche giorno prima del 3 Aprile come spiegato anche nella conferenza stampa della Protezione Civile che si sta svolgendo ora.

Ebbene, una della principali novità contenute nel decreto è la possibilità concessa alle singole regioni di inasprire o allentare le misure di contenimento, ma la scelta deve ottenere l'approvazione entro sette giorni del presidente del Consiglio.

Dal punto di vista operativo si tratta di un modo per riconoscere il diverso livello di gravità presente nei vari territori e dall'altra è un'accortezza tecnica perché in ballo c'è la limitazione di diritti garantiti dalla Costituzione. Vediamo in questo articolo

  • Coronavirus, misure più severe nel decreto
  • Maggiori poteri alla Regioni sulle misure contro il contagio

Coronavirus, misure più severe nel decreto

Sono quindi le regioni a fare da ago della bilancia anche se la decisione finale resta naturalmente in capo al governo.

Nel decreto si legge allora della possibile sospensione fino a 30 giorni delle attività commerciali e dell'applicazione di multe fino a 3000 euro per chi non rispetta le disposizioni.

Il decreto riferisce del pagamento di una somma da 500 a 3.000 euro per cittadini (e imprese) e la mancata applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 650 del codice penale o dalle altre disposizioni di legge attributive di poteri per ragioni di sanità.

La stretta riguarda anche centri ricreativi, discoteche, teatri e cinema: se non rispettano il divieto vanno incontro alla chiusura o dell'attività da 5 a 30 giorni, oltre al pagamento della multa.

Ci pensa quindi il personale delle forze armate, previo provvedimento del prefetto competente del territorio, a far assicurare l'esecuzione delle misure di contenimento del coronavirus. Viene infatti formalmente assegnata la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

Maggiori poteri alla Regioni sulle misure contro il contagio

In questo modo si provano a bilanciare tutte le esigenze: quelle delle regioni di avere maggiore voce in capitolo rispetto alle specificità delle posizioni, quello dell'esecutivo di imporre l'isolamento sociale per frenare il contagio da coronavirus.

Ancora più nel dettaglio, le regioni possono introdurre ovvero sospendere, limitatamente ai loro ambiti territoriali, l'applicazione di una o più delle misure.

Qualora si applichino su tutto il territorio regionale, la loro efficacia è limitata a sette giorni e, entro 24 ore dalla loro adozione, è formulata proposta al Presidente del Consiglio dei ministri per la loro conferma. Le misure non possono essere in alcun caso rinnovate altrimenti diventano inefficaci. 

Anche i sindaci possono adottare o sospendere le misure restrittive per 7 giorni, ma solo con comunicazione preventiva alla Regione.