Donna di Verona diventa milionaria da nullatenente con un curioso tesoro

di Marianna Quatraro pubblicato il

Una vicenda che ha aspetti davvero insoliti. E il tesoro milionario resta ancora conteso tra la donna che l'ha ricevuto dal compagno scomparso nel 2001 e lo Stato che ritiene di essere il proprietario

Donna di Verona diventa milionaria da nu

Dalle stalle alle stelle. Ma solo per un po'

La trama potrebbe ricordare a quella del film “Ho vinto la lotteria di Capodanno” per la regia di Neri Parenti. Anche se con qualche leggera differenza. Il protagonista di quella storia, incarnato dal mitico Paolo Villaggio, aveva vinto la lotteria di Capodanno, ma aveva perso il biglietto subito dopo a causa di una serie incredibili di disavventure. E furono altri, alla fine, ad incassare l’ammontare della vincita. In questa vicenda, che però ha molto a che fare con la realtà e poco con il cinema, la protagonista sfortunata è una donna di Verona. La fortuna sembrava infatti volerle finalmente mostrare il suo volto più bello consentendole di passare in un attimo da nullatenente a milionaria grazie a un tesoro di reperti archeologici lasciatole dal compagno scomparso prematuramente in un incidente nel 2001. Valore della collezione: 107 milioni di euro. Ma lo champagne è rimasto ugualmente nella bottiglia. Il tesoro, infatti, è stato bloccato a causa di un motivo insolito.

Il tesoro della discordia

Giuseppina Perazzi, questo il nome della donna aveva ereditato questo tesoro poi diventato elemento di discordia, dal compagno Roberto Partesotti, che lavorava come scenografo dell’Arena di Verona. L’uomo è poi scomparso in un incidente nel 2001, ma ha lasciato in eredità alla compagna una collezione davvero eccezionale. Era stata iniziata dal suo bisnonno e conta oltre cinquemila mila selci lavorate da uomini preistorici e provenienti in gran parte dalla Lessinia e dalla Puglia. La donna decide, nel 2007, di vendere le selci dopo essere rimasta senza lavoro e senza alternative valide per sbarcare il lunario. Per fare questa operazione si rivolge alla Gorny&Mosh, casa d’aste tedesca che stima in poco più di diecimila euro il valore della raccolta. Così, il 14 dicembre la collezione Partesotti viene venduta a Monaco. Ma, (coincidenza?) lo stesso giorno, a Verona, la Procura ordina una perquisizione per stabilire se i reperti provengono da scavi illegali. Le autorità tedesche bloccano tutto e nel 2009 è la stessa Perazzi ad acconsentire al rientro in Italia delle selci. 

E viene bloccato per un insolito motivo

Ma è proprio a questo punto che la vicenda si interseca fino a diventare opaca. Il tesoro, infatti viene bloccato per un insolito motivo. E questo accade dopo che la Soprintendenza archeologica di Verona, forse insospettita da una valutazione così bassa, invia un proprio funzionario a dare un’occhiata. E la sua valutazione lascia di sasso la vedova. Da diecimila euro si passa a 107 milioni. Un balzo clamoroso. L’inchiesta è passata per competenza alla Procura di Bolzano che ottiene un vincolo sulle selci «bene culturale». Ma poi nel 2016 il Tar annulla tutto restituendo di fatto la collezione alla legittima proprietaria. Ma nel 2018 il Riesame sottrae nuovamente il tesoro alla povera signora Giuseppina che viene anche accusata di tentato impossessamento di beni appartenenti allo Stato. Un motivo alquanto insolito e un’accusa che appare spropositata.

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