Eroe di Chernobyl vede la serie tv e prende una tragica decisione

L'uomo soffriva di depressione perché prima il governo sovietico e poi quello kazako non avrebbero onorato le promesse di assegnargli un alloggio migliore.

Eroe di Chernobyl vede la serie tv e pre

Casa negata all'eroe di Chernobyl

Da eroe a sconosciuto fino al punto di essere dimenticato da tutti e costretto al suicidio perché il sogno di una vita, una casa popolare, gli era stata negata Questa è la storia di Nagashibay Zhusupov, uno degli uomini che ha lavorato tra i livelli altissimi di radioattività per contenere le conseguenze del disastro del 1986 alla centrale di Chernobyl. Alla vista della serie televisiva sul peggior incidente nucleare del mondo i nervi hanno ceduto e avrebbe deciso di prendere la decisione più tragica di tutte.

Residente della città di Aktobe, in Kazakistan, è morto dopo essere saltato dal tetto dell'edificio a cinque piani in cui viveva. Almeno questa è la ricostruzione dei fatti della figlia 25enne Gaukhar.

Casa negata all'eroe di Chernobyl, si toglie la vita

La donna ha raccontato che il padre, 61 anni, soffriva di profonda depressione perché prima il governo sovietico e poi quello kazako non avrebbero onorato le promesse di assegnargli un alloggio migliore in cambio dell'atto di eroismo. Zhusupov era stato incaricato insieme a migliaia di soldati sovietici, pompieri e altri membri del governo, a ripulire l'area intorno all'ormai famoso reattore numero quattro di Chernobyl, esploso dopo un esperimento finito in tragedia.

Chiamati "liquidatori", indossavano indumenti protettivi e, sebbene inviati nelle zone più pericolose solo per periodi limitati, erano di certo esposti a elevati livelli di radiazioni. Le stesse che hanno migliaia di persone nell'arco di poche settimane con conseguenze anche negli anni successivi. Al pari di molti altri eroi che avevano deciso di sacrificarsi per la collettività, a Nagashibay Zhusupov sarebbero stato promesso un appartamento e una pensione più alta. Ma invece, stando a quanto raccontato dalla figlia, l'uomo avrebbe ricevuto solo medaglie e attestati di stima per il suo eroismo.

Ma l'appartamento non si è mai visto e Zhusupov è stato costretto a vivere con la moglie e cinque figli in una stanza singola di un edificio comunale. La figlia ha rivelato che il padre, guardando la serie televisiva ispirata a fatti reali, ha provato un'enorme delusione fino al punto da non accettare il mancato rispetto delle promesse del governo sovietico e delle autorità kazake dopo il crollo dell'impero socialista.

Gaukhar ha detto che le autorità hanno cancellato il suo nome dalla lista d'attesa per l'appartamento dopo un'attesa di 10 anni. Eppure stiamo parlando di un uomo che ha anche ricoperto un ruolo centrale. Come ricordato dal capo de liquidatori, il kazako Bakitzhan Satov, Zhusupov sarebbe stato uno dei primi uomini sulla scena dopo l'esplosione del reattore e in seguito ha lavorato presso il sito di test nucleari sovietici a Semipalatinsk.

Umiliato per il trattamento ricevuto

Ad alcuni amici avrebbe confessato di sentirsi umiliato dalla negligenza del suo governo. L'esplosione a Chernobyl ha prodotto nuvole di scorie radioattive che si sono diffuse attraverso al di là dell'Ucraina e anche in Italia era scattata una vera e propria psicosi. Non c'è unanimità su quante persone siano morte o abbiano sofferto per gli effetti delle radiazioni. Per alcune agenzie si è trattato di poche decine di persone morte per avvelenamento da radiazioni, per altre organizzazioni che il bilancio delle vittime è di migliaia e migliaia di persone, condannate a morire perché esposte alle radiazioni.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il