Fase 2 per ripartire spiegata da Ministro Speranza in intervista ufficiale

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Fase 2 per ripartire spiegata da Ministr

Fase 2 per ripartire dopo il coronavirus

Secondo il ministro della Salute, la sola certezza è che dovremo mantenere le distanze anche nella Fase 2 e che fino al vaccino non si può escludere un'ondata di ritorno.

Arrivano dal ministro della Salute Roberto Speranza indicazioni più precise sulla cosiddetta Fase 2.

Si tratta di quel periodo di tempo in cui gli italiani dovranno imparare a convivere con il coronavirus e dunque a metà strada tra il momento attuale di contenimento e quello successivo della ripresa.

Sono numerosi gli spunti che il responsabile della salute in Italia ha offerto nella sua recente presa di posizione pubblica, a iniziare dall'ammissione dell'indispensabilità della gradualità per portare il Paese verso il domani che si presenta complesso.

A suo dire, la sola certezza è che dovremo mantenere le distanze anche nella Fase 2 e che, più in generale, fino al vaccino non si può escludere un'ondata di ritorno.

Speranza ha fatto quindi presente che presto partiranno test sierologici a campione su decine di migliaia di persone per vedere quanti sono entrati in contatto con il virus.

Sarà quindi utilizzata una app per verificare i contatti stretti dei positivi. Vediamo allora nel dettaglio le strategie in corso e cosa intende fare l'esecutivo e più precisamente

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Coronavirus, parla il ministro Speranza

Secondo il ministro della Salute la situazione è ancora drammatica, l'emergenza continua e vanno messi in conto altri mesi di difficoltà.

Il ritorno alla normalità, che passa dalla cosiddette Fase 2, è un obiettivo da raggiungere al più presto, ma a oggi non è possibile - spiega Speranza - indicare una data certa.

Senza dubbio la strada scelta è quella di procedere con gradualità, anche tenendo conto della velocità con cui cala il contagio del coronavirus in seguito al lockdown del Paese.

E qui si apre un nuovo capitolo ed è l'intensificazione dei controlli. Il ministro propone test rapidi anche in auto, come di recente già applicato in alcune realtà territoriali, per verificare lo stato di salute di milioni di italiani. E allo stesso tempo ritiene fondamentale una applicazione per traccia i contagi e curare a casa i pazienti.

Tutte queste misure possono entrare di diritto nella Fase 2, quella in cui il pericolo non è ancora alle spalle, i rischi sono ancora concreti, ma il Paese si rimette in moto per avviarsi verso la Fase 3, che dovrebbe coincidere con la disponibilità del vaccino anti-coronavirus.

Fase 2 per ripartire dopo il coronavirus

Il piano per la Fase 2 del ministro della Salute si articola in cinque punti fondamentali che sono stati di recente resi pubblici nei dettagli. In prima battuta la protezione ovvero il mantenimento del distanziamento sociale e l'utilizzo di mezzi di protezione (mascherine e guanti) finché non ci saranno terapie e vaccino.

In secondo battuta la maggiore vicinanza ai territori con il rafforzamento delle reti sanitarie e la maggiore velocità nell'individuazione dei positivi e l'isolamento dei contatti.

Quindi, strettamente legato a questo punto, c'è la volontà di aprire un numero maggiore di ospedali Covid sui territori per limitare i contagi e mantenerli operativi fino a quando non sarà disponibile il vaccino.

Dopodiché cambia e si rafforza la politica dei testi con l'utilizzo dei tamponi secondo le priorità dell'Organizzazione mondiale della sanità e l'impiego dei test sierologici su un campione della popolazione.

Infine, ma non di minore importanza, nella Fase 2 saranno centrali le nuove tecnologie e in particolare le applicazioni per il tracciamento dei contatti e le telemedicina per seguire i pazienti attraverso una app dedicata a questo scopo.