Fusione fredda, nuovi esperimenti per rivoluzione energia. E anche Google ci prova

L'obiettivo della fusione fredda è replicare a temperatura ambiente il processo che alimenta il Sole per produrre energia. Un sogno? Per ora sì.

Fusione fredda, nuovi esperimenti per ri

Fusione fredda, il tentativo di Google

Ancora niente da fare: la fusione fredda rimane solo una teoria. E la novità è rappresentata dal fallimento di Google. Già, perché anche la società di Mountain View si è incamminata su questo sentiero ma senza vedere la luce. Tuttavia il tentativo è tra quelli considerati più apprezzabili, a tal punto che la rivista Nature ha dedicato ampio spazio al nuovo esperimento di Google.

Nonostante anni di ricerca, gli scienziati devono ancora realizzare il sogno della fusione fredda ma la fiducia rimane comunque a livelli elevati a sono in tanti a credere che tentativi come questi di BigG sono utili per gettare le basi e perfezionare la tecnologia.

Fusione fredda, il tentativo di Google

L'obiettivo della fusione fredda è replicare a temperatura ambiente il processo che alimenta il Sole per produrre energia. La fusione nucleare si verifica quando due nuclei atomici si fondono in uno producendo un'enorme quantità di energia. È il processo che alimenta il Sole e molte altre stelle, e se si trovassee un modo per sfruttarlo, la fusione potrebbe fornire una quantità quasi illimitata di energia pulita.

Un sogno? Sì, almeno per ora, ma sono in tanti a scommettere che dalla teoria si possa passare alla pratica. Per ora i musi sono lunghi perché Google ha condiviso i risultati scoraggianti di un progetto di ricerca di svariati milioni di dollari. Sebbene il progetto non sia una sconfitta totale, l'esperimente attenua le speranza sulla fusione fredda come fonte di alimentazione del mondo.

Google ha stanziato 10 milioni di dollari di finanziamenti a circa 30 ricercatori in laboratori in tutto il mondo, chiedendo di rivedere tre esperimenti proposti per la fusione fredda. L'investimento di Google non è considerato inutile perché, come fa notare Nature, il progetto ha prodotto materiali, strumenti e approfondimenti - come i calorimetri che funzionano in modo affidabile in condizioni estreme, e le tecniche per produrre metalli altamente idratati - che potrebbero beneficiare di altre aree di ricerca sull'energia e sulla fusione.

Ennesimo esperimento fallito

Il problema è che finora la fusione fredda non è riuscita a replicare in modo stabile la produzione di energia sulla Terra. Per quanto la fusione nucleare sia allettante, la fusione fredda rappresenterebbe un vantaggio ancora maggiore per i ricercatori perché permetterebbe di sfruttare questo potere in condizioni più sicure e più economiche.

Il passo falso di Google è solo l'ultimo di una lunga serie. Già nel 1989 una coppia di scienziati dichiarò di aver raggiunto con successo la fusione fredda, infondendo speranza sulla diffusione di questa forma di energia alla portata dell'umanità. La ricerca si è rivelata un fallimento, ma il sogno della fusione fredda è sopravvissuto.

E che dire della collaborazione tra scienziati del MIT e un'azienda privata per trasformare la fusione da un esperimento scientifico costoso in una fonte di energia commercialmente valida? Il team ha utilizzato una nuova classe di superconduttori ad alta temperatura per la creazione del primo reattore a fusione al mondo che avrebbe dovuto produrre più energia di quanta ne sia necessario per ottenere la reazione di fusione. E rimanendo dalle nostre parti, chi ricorda la macchina E-cat per la fusione fredda di Andrea Rossi?

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di Luigi Mannini pubblicato il