Glifosato nel miele, aperta indagine in Francia. E tanti prodotti lo hanno come pasta

di Luigi Mannini pubblicato il
Glifosato nel miele, aperta indagine in

Miele con glifosato: c'è l'inchiesta

La vicenda conferma come il glifosato sia ormai presente ovunque e nessuno è in grado di evitarlo, neanche le api. Restituito il 12% dei lotti.

La questione è molto delicata perché coinvolge uno dei prodotti che, per definizione, dovrebbe essere puro e naturale, il miele. Eppure in seguito alla denuncia di 200 apicoltori che hanno denunciato la tedesca Bayer per la presenza di glifosato nel miele, la giustizia francese ha deciso di aprire un'inchiesta. Spetterà allora al tribunale di Lione vederci chiaro e scoprire se e fino a che punto esiste questa contaminazione e quali sono le eventuali responsabilità della multinazionale tedesca. Tanto per rammentare, ci stiamo riferendo a uno degli erbicidi più diffusi in campo agricolo, principio base del Roundup, prodotto dalla multinazionale Monsanto, di recente acquisita dalla Bayer. E recentemente grande scalpore ha fatto il servizio di Striscia la Notizia sulla pasta italiana con glifosato e pesticidi presenti in diverse marche con pericoli per la salute.

Miele con glifosato: c'è l'inchiesta

La storia degli apicoltori transalpini sta facendo il giro del mondo e non poteva essere diversamente sia per gli episodi precedenti che hanno coinvolto proprio Monsanto e Bayer sul terreno del glifosato e sia per per l'ampio risalto dato dal quotidiano francese Le Monde. Da lì, i passi successivi sono stati immediati: la class action degli apicoltori, la denuncia contro l'azienda, l'apertura di un fascicolo da parte della procura di Lione, competente per territorio perché sede francese dell'azienda tedesco dell'agrochimica, l'interessamento del polo Salute pubblica della procura di Marsiglia che sta collaborando attivamente con i magistrati.

I numeri sono da brivido perché il 12% dei lotti forniti in Francia sono stati restituiti per la presenza di pesticida in quantità superiori alla soglia stabilita dalla stessa azienda. La vicenda è apertissima perché, come ricordato da Sylvère Obry, il bracciante francese in pensione e apicoltore amatoriale, si tratta di qualcosa che andava fatto per salvare gli alveari. Da qui la contentezza manifestata per l'interessamento della procura. Sulla vicenda è intervenuto anche Gilles Lanio, presidente dell'Unione nazionale degli apicoltori francesi e apicoltore in Bretagna, secondo cui la vicenda conferma come il glifosato sia ormai presente ovunque e nessuno è in grado di evitarlo, neanche le api.

Tanti prodotti lo hanno anche in Italia

Guai a considerare questa vicenda lontano da noi perché un recente rapporto della Food and Drug Administration sul glifosato, poi finito sulle pagine del The Guardiano, ha rivelato come questo pesticida sia presenta in concentrazioni oltre misura in tantissimi prodotti che consumiamo tutti i giorni, come crackers, biscotti, cereali per la colazione e, appunto, il miele. In buona sostanza, l'erbicida più conosciuto al mondo potrebbe essere in ogni cibo che mangiamo.