I contagiati dal coronavirus in Italia sono oltre 100mila. Nuovo autorevole studio

di Chiara Compagnucci pubblicato il
I contagiati dal coronavirus in Italia s

Coronavirus, stimati oltre 100.000 contagiati in Italia

Secondo la fondazione Gimbe, il quadro ufficiale dei contagiati è solo la punta dell'iceberg di una situazione ben più diffusa. Ma l'Italia ha imboccato la strada giusta.

Se non fosse che gli studi che circolano sul web, anche piuttosto discutibili, sono decine e decine, l'autorevole analisi della fondazione Gimbe presieduta da Nino Cartabellotta avrebbe certamente una maggiore visibilità.

Contiene infatti le preoccupazioni che temiamo tutti: i contagiati sono in numero ben superiore rispetto ai numeri ufficiali. Per la precisione sarebbero oltre 100.000 i casi di coronavirus ma che, per limiti di risorse economiche, strutturali e umane, non possono essere certificati.

Di questi non identificati, si legge nello studio, la maggior parte (circa il 70%) sarebbe localizzata in Lombardia e in Emilia Romagna. Ma adesso l'attenzione è concentrata anche nelle regioni del centro sud perché se la diffusione del contagio dovesse esplodere, il sistema sanitario italiano rischierebbe di andare a pezzi.

E si tratta solo di una delle tante implicazioni che ne deriverebbero perché poi ci sono quelle a carattere sociale ed economico, oltre che di emergenza sanitaria legata anche al sovraccarico degli ospedali. Vediamo in questo articolo

  • Coronavirus, stimati oltre 100.000 contagiati in Italia
  • Nuovo autorevole studio sul coronavirus in Italia

Coronavirus, stimati oltre 100.000 contagiati in Italia

Secondo la fondazione Gimbe, il quadro ufficiale dei contagiati è solo la punta dell'iceberg di una situazione ben più diffusa.

Anche se, ci tengono a sottolineare gli esperti, non è il caso di lasciarsi andare alle preoccupazioni eccessive perché l'Italia ha imboccato la strada giusta per uscire da questa situazione, sebbene riconoscono come sia difficile prevedere la data di cessazione per via dell'assenza di un piano pandemico unico in Europa e nel mondo e della diffusione asincrona del coronavirus tra i vari Paesi.

In ogni caso, l'Italia dovrebbe essere la prima a vedere la luce, se non altro perché è stata la prima a essere colpita in Europa e la prima a reagire con misure drastiche come l'isolamento sociale. Secondo Cartabellotta, in Italia i tamponi sono effettuati soprattutto sui soggetti sintomatici e di conseguenza la gravità del coronavirus è decisamente sovrastimata.

Nuovo autorevole studio sul coronavirus in Italia

Dal punto di vista statistico, l'età media dei contagiati in Italia da coronavirus è di 63 anni. Il 37,4% ha più di 70 anni, il 37,3% è nella fascia tra 51 e 70 anni. Il 59,7% tra le persone contagiate nel nostro Paese è di genere maschile e i bambini sono i meno colpiti.

Le attenzioni sono quindi puntate sul picco dei contagiati ovvero il punto più alto della curva epidemica e dunque il momento di massima diffusione in questo caso del coronavirus.

Anche in questo caso non ci si affida alle sensazioni, ma a veri e proprio studi matematici che tengono conto del tasso di contagiosità che misura quante persone mediamente vengono infettate da un soggetto positivo.

Il valore in parte dipende dalle caratteristiche biologiche del virus, ma anche dal livello di densità della popolazione cioè quante persone si possono incontrare, per quanto tempo, e quanto a lungo. Ma come abbiamo visto dai tanti studi che circolano sul web, i risultati non sempre sempre concordi.