Impiegata Poste, una ruba dai conti correnti, l'altra salva il cliente da truffa

La donna avrebbe indebitamente prelevato quasi mezzo milione di euro operando apparentemente indisturbata da due uffici postali della periferia di Salerno.

Impiegata Poste, una ruba dai conti corr

Impiegata Poste, una ruba, l'altra no


Entrambe nella stessa posizione, ma entrambe con comportamenti differenti anche se per situazioni diverse. Da una parte abbiamo un'impiegata delle Poste che non si faceva troppo scrupolo di sottrarre denaro ai clienti. E stando alle accuse lo faceva con una scaltrezza tale che per evitare l'arresto si è dimessa un attimo prima dalla sua posizione lavorativa di operatrice terminale in servizio a giorni alterni. La cifra in ballo è evidentemente alta perché stando alla ricostruzione dei fatti degli inquirenti, la donna avrebbe indebitamente prelevato quasi mezzo milione di euro operando apparentemente indisturbata da due uffici postali della periferia di Salerno. Adesso è caccia al presunto complice della cui presenza il sostituto procuratore si dice certa.

Dall'impiegata infedele a quella modello

Sicuramente differente è stato il comportamento di una seconda operatrice delle Poste che, grazie alla sua azione è stata in grado di evitare che si consumasse una truffa ai danni di uomo poco avvezzo agli acquisti online. Aveva infatti messo in vendita sul web un mobile da cucina e nel girod i poche ore era stato subito contattato da una donna. Ma anziché pretendere il pagamento, si era lasciato convincere dalla giovane a fare un bonifico di ben 1.000 euro per sbloccare la transazione, dietro la promessa della pronta restituzione. Solo grazie all'attenzione dell'impiegata delle Poste in un ufficio del Padovano, il raggiro non è andato in porto. Insospettita della procedura, la donna ha infatti convinto l'uomo a chiamare i carabinieri.

A quel punto, resosi conto del tentativo di truffa ha presentato denuncia. Ed è poi stato un gioco da ragazza risalire alla 22enne di Volpago del Montello grazie al codice della prepagata su cui era stato versato il denaro e al numero di cellulare. Anche in questo caso è caccia alla complice ma grazie alla collaborazione dell'ufficio postale non solo ha evitato che finissero in fumo 1.000 euro, ma ha permesso l'identificazione della presunta truffatrice.