Incidente nucleare in Russia, la reale verità su radiazioni e pericoli

di Marianna Quatraro pubblicato il
Incidente nucleare in Russia, la reale v

Incidente nucleare in Russia, troppo silenzi

La vicina città di Severodvinsk, a circa 30 chilometri di distanza, ha dichiarato che dopo l'esplosione è stato registrato un breve picco dei livelli di radiazione.

Due persone sono state uccise e sei sono rimaste ferite in un'esplosione e un incendio in un'unità militare nella regione nord-occidentale di Arkhangelsk mentre un aumento dei livelli di radiazioni è stato segnalato in una città vicina. A riferire i dettagli ufficiali della vicenda è stato il Ministero russo della Difesa. E c'è poi un mistero nel mistero perché i medici (cinque membri dello staff dell'ospedale regionale di Arkhangelsk) che hanno soccorso i feriti causati dallo scoppio non sarebbero stati avvisati che avrebbero dovuto curare pazienti esposti alle radiazioni.

Secondo la ricostruzione dei fatti un incendio è scoppiato dopo che un motore di reazione è esploso l'8 agosto durante il test di un sistema di propulsione a liquido. Le autorità regionali hanno riferito che l'esplosione e il fuoco hanno avuto luogo vicino alla città di Nyonoksa, dove si trova un campo di prova missilistico-balistico della marina per sottomarini nucleari. Gli incubi del passato hanno di nuovo fatto capolino ma per il Ministero non sono stati rilasciati nell'atmosfera prodotti chimici nocivi, aggiungendo soprattutto che i livelli di radiazione sono normali.

Ma le incertezze restano se la vicina città di Severodvinsk, a circa 30 chilometri di distanza, ha dichiarato che dopo l'esplosione è stato registrato un breve picco dei livelli di radiazione.

Registrati livelli di radiazione, ma il Ministero nega

In base a una dichiarazione ufficiale pubblicata sul sito web della città di Severodvinsk, tra le 11.50 e le 12.30 ora locale, i sensori di Severodvinsk hanno registrato un breve aumento dei livelli di radiazione, poi tornati alla normalità. In base a quanto riportato dall'agenzia di stampa Reuters, citando i dati del Ministero delle Emergenze, Greenpeace ha affermato che i livelli di radiazione sono aumentati di 20 volte rispetto a quelli normali registrati nella città russa.

Il gruppo ambientalista presente in tutto il mondo ha chiesto spiegazioni ufficiali ovvero di chiarire la causa del picco e il livello di aumento delle radiazioni, oltre che conoscere eventuali rischi per la salute. In ogni caso, la situazione non è tornata alla normalità se le spedizione in alcune parti della baia di Dvina nel vicino Mar Bianco sono adesso sospese.

In relazione a questo episodio occorre comunque far presente che il vicecapo del porto di Archangelsk, Sergei Kozub, ha dichiarato che la chiusura era stata pianificata in anticipo e dunque ben prima dell'esplosione e dell'incendio nella regione di Arkhangelsk.

Seconda esplosione mortale in tre giorni

Nyonoksa si trova sulla costa della baia di Dvina nel Mar Bianco nell'Artico russo, a circa 40 chilometri a ovest di Archangelsk. Si tratta di un importante porto utilizzato per esportare prodotti petroliferi e carbone. L'esplosione è la seconda mortale in un sito militare in Russia in tre giorni. Poche settimane fa una persona è morta e altre otto persone sono state ferite in una serie di deflagrazione in un deposito di munizioni nella regione siberiana di Krasnoyarsk.