Infezioni coronavirus bambini e malattia Kawasaki, intervista al direttore pediatria dell'Ospedale di Bergamo

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Infezioni coronavirus bambini e malattia

Infezioni coronavirus bambini e malattia Kawasaki

La Società italiana di pediatria scrive una lettera a 11.000 pediatri per chiedere di non sottovalutare il problema dell'aumento della frequenza di bambini affetti da malattia di Kawasaki.

Sono gli stessi medici a invitare alla cautela e a non arrivare subito alla conclusione che ci sia un legame tra il coronavirus e la malattia di Kawasaki nei bambini. Tuttavia i 12 casi registrati a Bergamo, una delle province maggiormente colpite dal coronavirus, sono studiati con estrema attenzione.

Dal punto di vista statistico, fanno notare i pediatri, in un mese i casi osservati sono gli stessi degli ultimi tre anni. Con sintomi più gravi, che hanno alcune volte richiesto la terapia intensiva.

Da qui la decisione della Società italiana di pediatria di scrivere una lettera a 11.000 pediatri per chiedere di non sottovalutare il problema dell'aumento della frequenza di bambini affetti da malattia di Kawasaki.

Si tratta di una vasculite ovvero di una infiammazione dei vasi sanguigni - alcune volte accompagnata da ischemia, necrosi e infiammazione degli organi - che colpisce i bambini fino a 10 anni, ma con maggiore incidenza fino a 5. Sono quindi proprio i più piccoli a essere colpiti e sebbene la causa sia sconosciuta, l'ipotesi è che sia provocata da un agente infettivo. Vediamo in questo articolo

  • Coronavirus e malattia Kawasaki nei bambini, c'è un legame
  • Intervista al direttore pediatria dell'Opedale di Bergamo

Coronavirus e malattia Kawasaki nei bambini, c'è un legame

Angelo Ravelli, segretario del gruppo di studio di Reumatologia della Società Italiana di Pediatria, ha scritto agli 11.000 pediatri italiani mettendoli in guardia sull'aumenti dei casi di malattia di Kawasaki nei bambini nelle zone del paese più colpite dall'epidemia da coronavirus.

I sintomi più comuni sono febbre alta, lterazioni delle mucose e delle estremità eruzione cutanea, ma in caso di terapia intensiva è più semplice arrivare alla guarigione completa. C'è quindi un collegamento con il coronavirus?

Secondo i medici del dipartimento Pediatria dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la risposta è probabilmente affermativa perché il Covid-19 aggrava la condizione della malattia di Kawasaki. Solo in questo nosocomio è stato registrato in pochi giorni lo stesso numero dei casi degli ultimi tre anni.

Scrive la Società italiana di pediatria: "L'elevata incidenza di queste forme in zone ad alta endemia di infezione da Sars-Cov-2 (Lombardia, Piemonte e Liguria) e l'associazione con la positività dei tamponi o della sierologia, suggerisce che l'associazione non sia casuale".

Intervista al direttore pediatria dell'Opedale di Bergamo

Nuovi interessanti particolari arrivano dalle parole di Lorenzo D’Antiga, direttore della Pediatria dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo al Fattoquotidiano.it, secondo cui "era stato già ipotizzato in passato che uno dei virus della famiglia dei coronavirus potesse essere responsabile di questa malattia ma non era mai stato confermato".

Se la Gran Bretagna è stata la prima a denunciare pubblicamente il numero dei bambini colpiti da questa malattia, "tutti i paesi in cui il coronavirus si è diffuso stanno cominciando a vedere questi casi".

In Italia - spiega ancora al Fattoquotidiano.it - "c'è Genova e Padova. Abbiamo un articolo in valutazione e volevamo che la comunità scientifica lo certificasse. Il numero dei casi è in rapporto alla diffusione dell’infezione e al timing. In Italia, a Bergamo la malattia si è manifestata di più".