Inquinamento auto benzina e diesel, 12 milioni veicoli inquinano come un hamburger

Non si può fare a meno di ricordare come anche dalle nostri parti non manchino discussioni, proteste e dibattiti sugli allevamenti intensivi di animali.

Inquinamento auto benzina e diesel, 12 m

Sempre più hamburger, sempre più inquinamento

Può essere che 12 milioni di auto tra diesel e benzina inquinando come un hamburger? Ecco la spiegazioni che certamente deve far riflettere su più aspetti.

Non si tratta di una novità assoluta nel dibattito perché da tempo il dibattito sull'impatto ambientale della produzione di hamburger e di qualsiasi altro tipo di carne è in corso da tempo. Tuttavia fa sempre un certo effetto leggere i numeri aggiornati, come quelli secondo cui produrre un hamburger è l'equivalente di mettere su strada 12 milioni di auto. Si tratta di un accostamento da brividi ma che rende l'idea della ricerca, secondo cui proprio questo della produzione di hamburger ovvero dell'elemento simbolo dell'alimentazione dei cittadini degli Stati Uniti, ma anche di uno stile di vita basato sul fast food, rappresenta uno dei modi più distruttivi di lasciare la nostra impronta sul pianeta.

Non l'hamburger in sé, ovviamente, ma la produzione di carne da allevamenti intensivi. I dati riferiscono anche come le scelte vadano invece in una direzione diametralmente opposta ovvero la moltiplicazione di fast food e di consumo di carne di ogni tipo.

Sempre più hamburger, sempre più inquinamento

Nessun dubbio: hamburger e patatine fritte rappresenterebbero il piatto con il maggior impatto ambientale del mondo perché secondo i due ricercatori vincitori di Champions ambiente 2018, se i loro connazionali statunitensi rinunciassero a uno dei tre hamburger di carne che mangiano mediamente ogni settimana, il beneficio in termini di emissioni di gas serra sarebbero pari a 12 milioni di auto per un anno. L'obiettivo diventa allora quello di pensare a come produrre e consumare meno carne proveniente da allevamenti intensivi. Uno scopo che fino a questo momento viene clamorosamente mancato se, come rivela la Fao (Food and Agriculture Organization of the United Nations ovvero l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), la domanda di carne continua a crescere.

Prima di arrivare a questa conclusione shock, hanno scomposto gli elementi di base della carne rossa in proteine, grassi, acqua e oligoelementi, per creare un'alternativa simile alla carne di manzo prodotto dalle piante. Ma sopratutto con una differenza di rilievo per il presente e il futuro: il costo ambientale decisamente inferiore. Già, perché stando a quanto si legge nello studio, questi hamburger alternativi (ma questa denominazione è di per sé impropria) hanno bisogno tra il 75 e il 99% in meno di acqua, circa il 95% in meno di terreno arabile e generano circa il 90% emissioni di gas serra in meno di un hamburger.

Discussioni, proteste e dibattiti anche in Italia

Idee allora chiare per i ricercatori. Secondo James Lomax, responsabile del programma Sistemi alimentari sostenibili e agricoltura delle Nazioni Unite, uno dei modi più distruttivi di lasciare la nostra impronta sul pianeta è produrre carne da allevamenti intensivi. E anche se lo studio prende in considerazione il mercato statunitense, non si può fare a meno di ricordare come anche dalle nostri parti non manchino discussioni, proteste e dibattiti sugli allevamenti intensivi, sul costo di un chilogrammo di carne per l'ambiente e sulle strade alimentari alternative da affiancare a quello del consumo di carne senza soluzione di continuità.