Isola di plastica per ospitare migranti fatta attraverso riciclato per duplice scopo

La pulizia delle acque del mondo, un luogo sicuro per chi non ne può più di guerra e miseria, un messaggio al mondo sulla raggiungibilità dei sogni più arditi.

Isola di plastica per ospitare migranti

Migranti su un'isola di plastica riciclata


Non è uno scherzo, il progetto c'è ed è serio, poi occorrerà capire se si farà davvero, ma i primi passi si sono mossi e lo stanno facendo realtà autorevoli per centrare almeno due obiettivi.
 

E se la soluzione fosse proprio questa? Immaginiamo: raccogliere tutta la plastica che esiste nell'oceano (e ce n'è veramente tanta) per creare un'isola nuova di zecca. E in quell'isola accogliere a braccia aperte i migranti e i profughi in fuga dal proprio Paese (e ce ne sono veramente tanti). In un sol colpo verrebbero raggiunti tanti obiettivi, tutti di primaria importanza: la pulizia delle acque del mondo, un luogo sicuro per chi non ne può più di guerra e miseria, un messaggio al mondo sulla raggiungibilità dei sogni più arditi, ma anche la scommessa del riciclo e dunque che una nuova società, basata su paradigmi diversi, è realmente possibile.

Tutti i migranti accolti su un'isola di plastica riciclata

Diciamolo pure: siamo davanti a un'idea irrealizzabile per tanti, troppe ragioni. Lo scenario immaginato è utopistico o distopico e tecnicamente realizzabile solo nei sogni più arditi. Tuttavia era proprio questo che si chiedeva ai partecipanti al concorso LA+IMAGINATION lanciato da LA+ Journal dell'Università della Pennsylvania. E quello dell'idea dell'isola di plastica riciclata per accogliere i migranti è il progetto vincitori. O meglio uno dei cinque sulle migliore intuizioni di isole paradisiache. Gli architetti Noel Schardt e Bjoern Muendner dello studio Freischaerler Architects hanno assegnato il nome United Plastic Nation al loro progetto.

Sicuramente indovinata, c'è chi spera che la denominazione sia anche profetica. L'isola ha sempre rappresentato un luogo enigmatico e affascinante nell'immaginario comune. Cosa prevede più precisamente il progetto United Plastic Nation? I due professionisti si tratterebbe di una struttura galleggiante stampata in 3D da droni che riciclano la plastica trovata negli oceani. La sfida lanciata dal concorso è quella di immaginare tutto questo da zero, di creare un luogo completamente nuovo, un'isola con delle proprie regole, delle proprie storie, dei propri caratteri, delle proprie funzioni e delle proprie forme, che la contraddistinguono attingendo dalla fantasia e dalla creatività dei concorrenti.

I due tecnici creano allora una città autosufficiente in continuo movimento, spinta dalle correnti attraverso gli oceani. E tanto per dirla tutta, l'acqua riciclata in sistemi chiusi, il cibo sarebbe coltivato in serre idroponiche verticali e l'energia prodotta dalle maree. Essendo differenti da tutto ciò che le circonda, le isole sono l'immagine della diversità, sia per quanto riguarda il contesto in cui si inseriscono, sia per i miti e le realtà che ne animano la storia.