La strana storia del responsabile della squadra anti-scafisti che ora convalida documenti

di Luigi Mannini pubblicato il
La strana storia del responsabile della

Dava la caccia agli scafisti, ora convalida documenti. La strana storia di Carlo Parini

La rimozione del gruppo che combatteva gli scafisti per bloccare l’immigrazione clandestina è una storia davvero strana. La motivazione ufficiale è quella che in Italia sono finiti gli sbarchi

C’era una volta una forza di polizia creata apposta per combattere gli scafisti. Un team interforze che ha gestito circa mille e ottocento combattendo contro criminali senza scrupoli e che nei dodici anni di attività ha gestito qualcosa come 1.084 sbarchi. Oltre all’assistenza e alla raccolta di dati su 128.569 migranti, al sequestro di 219 imbarcazioni e all’arresto di 1.051 persone. Beh al contrario di quello che si potrebbe immaginare, il capo di questo team ora convalida documenti. Mentre gli altri componenti del gruppo sono stati assegnati ad altro incarico. Facendo sorgere più di un dubbio nel diretto interessato, il commissario Carlo Parini protagonista di questa strana storia.

Una storia alquanto curiosa, se non strana...

Se si approfondisce il discorso, la strana storia del responsabile della squadra che era addetta a combattere gli scafisti, suscita tanti interrogativi. Ai quali è difficile dare risposte sensate. I primi sono stati quelli che sono balenati nella testa del protagonista, suo malgrado, di questa vicenda; ovvero Carlo Parini, il capo del gruppo interforze che guidava la lotta agli scafisti per combattere il fenomeno dell’immigrazione clandestina, che ora è stato assegnato ad un compito molto meno prestigioso: alla convalida di documenti. Dal dare la caccia agli scafisti al timbrare meccanicamente documenti, il passo non è stato di certo breve. E si è trattato di un grande passo indietro.

La rimozione del gruppo che combatteva gli scafisti per bloccare l’immigrazione clandestina è una storia davvero strana. La motivazione ufficiale è quella che in Italia sono finiti gli sbarchi grazie ai provvedimenti adottati dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma, ormai è cosa nota che non è così in quanto quotidianamente in Italia avvengono i cosiddetti sbarchi fantasmi. E la decisione di rimuovere il gruppo anti-scafisti preoccupa proprio perché era l’unico capace di tenere a bada questo fenomeno. Tant’è che la preoccupazione è arrivata anche oltreoceano se sul rapporto annuale sul traffico di esseri umani pubblicato ieri dal Dipartimento di Stato americano, si legge che l'Italia ha “diminuito le indagini sulla tratta”.

Una carriera all'inverso...

Dalle stelle alle stalle verrebbe dunque da dire a proposito della carriera di Carlo Parini, responsabile del gruppo interforze incaricato di dare la caccia agli scafisti che ora convalida documenti. Una strana storia che il protagonista non sa ancora spiegarsi. Il pool che guidava fino al momento dello scioglimento era l’unico gruppo ad avere una cognizione dell’intero panorama che riguarda il traffico di esseri umani del Mediterraneo. Il Gicic, questa la sigla della squadra interforze che dava la caccia agli scafisti per combattere il fenomeno dell’immigrazione clandestina, negli ultimi anni si era specializzato nella rotta greco-turca, in cui i trafficanti utilizzano barche a vela.

Che rappresentano un passo in avanti rispetto alla sicurezza, ospitando da trentacinque a settanta persone obbligati a pagare cinquemila euro per intraprendere la traversata. Da questo dato si può capire l’entità del giro di affari, che viene gestito da organizzazioni criminali turche sulle coste tra Smirne e la provincia di Çanakkale.

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