La vera storia del ragazzo italiano addormentato sul materassino in mare. Ecco la veritÓ

di Marianna Quatraro pubblicato il
La vera storia del ragazzo italiano addo

Si addormenta sul materassino in mare

In quello che sembra un tranquillo sabato di agosto un ragazzo sul materassino scompare per alcune ore. La versione del naufrago e i dubbi sulla ricostruzione dei fatti.

Innanzitutto i fatti: un ragazzo racconta di essersi addormentato su un materassino sulle coste calabresi per poi svegliarsi diverse ore dopo in Sicilia a pochi chilometri dalla Sicilia, a Scilla, per via delle forti correnti che lo hanno trascinato molto più a sud. La vicenda che ha visto protagonista Luigi Vazzana, 28 anni, salvato dalla guardia costiera che ha messo a disposizione un elicottero e quattro imbarcazioni di salvataggio per cercarlo, presenta però alcuni punti poco chiari.

Ma lui giura di essersi addormentato e lamenta la diffusione di notizie false sul suo conto. Complessivamente ha percorso 3chilometri e mezzo via mare ed è stato ritrovato a 700 metri dalla costa.

Si addormenta sul materassino in mare per ore, la verità

In quello che sembra un tranquillo sabato di agosto, intorno alle 17 Vazzana si era allontanato dalla riva al largo di Scilla per riposarsi sul suo materassino dove si sarebbe fatalmente addormentato. Solo intorno alle 19:45, gli amici che erano in spiaggia con lui hanno iniziato ad allarmarsi e a denunciare la sua improvvisa sparizione. Prima la chiamata ai genitori e alla sorella e quindi alla Capitaneria di porto che ha messo in piedi una squadra di ricerca. Un elicottero, quattro motovedette e alcuni sommozzatori si erano messi in moto per trovare l'uomo nella baia di Marina Grande a Scilla.

Ma solo nove ore dopo, alle prime ore di domenica mattina, la Guardia costiera ha trovato finalmente il giovane aggrappato al suo materasso e illeso, sebbene gravemente scosso. L’intervento della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria è stato comunque immediato

Dubbi sulla dinamica dei fatti

Tutto risolto con un lieto fine? Solo in parte perché la buona notizia è che il giovane è stato trovato illeso, ma come racconta anche il Corsera, ci sono molto dubbi sulla ricostruzione dei fatti. Al quotidiano racconta di essersi tuffato, portandosi dietro il materassino. Si sarebbe sdraiato a pancia in su e forse ha avuto un colpo di sole. Si sarebbe svegliato dopo circa venti minuti già distante dalla riva. Avrebbe cercato di girarsi ma il materassino si era bucato.

Restano però alcune domande senza risposta: se lo specchio di mare davanti alle coste di Scilla è stato perlustrato con estrema cura, come è stato possibile che il ragazzo sia stato localizzato vicino agli scogli sotto il Castello Ruffo, direzione Bagnara Calabra e dunque a pochissima distanza dal punto di partenza? E come è possibile che non abbia visto alcuna imbarcazione passare nelle vicinanze dello Stretto di Messina nel periodo più trafficato dell'anno? Nel frattempo il 28enne ha rivelato di aver guardato dal mare i fuochi pirotecnici per i festeggiamenti in onore di San Rocco, protettore di Scilla.

Di certo c'è che, come racconta ancora il Corsera, appena tornato a caso se l'è presa con i soccorritori perché non l'hanno trovato prima. Il merito per essere rimasto in vita - spiega il ragazzo - sarebbe tutto suo perché non ha perso la testa, ha usato il cervello e ha risparmiato le forze.