Lasciano il lavoro e aprono una attività innovativa. La storia di successo di due italiani

di Luigi Mannini pubblicato il
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Lasciano il loro ordinario lavoro e aprono un barcone pizzeria ambulante nelle Isole Vergini: la bella storia di una coppia

La storia è forse di quelle da sogno che si sentono ormai spesso raccontare: persone che sognano di lasciare il loro ordinario lavoro, magari stressante e soffocante, per aprire nuove attività all’estero. Resta una chimera il chioschetto su spiagge di lontane località di mare che tutti vorrebbero aprire. Si sente, infatti, spesso, e da chiunque, ripetere la frase ‘vendo tutto e mi apro un chioschetto sulla spiaggia in Brasile’.

La storia che stiamo per raccontare non è ambientata sulla spiaggia del Brasile e non parla di un chioschetto di bibite e cocktail ma di una altro bellissimo progetto sognato e diventato realtà: avere una barca pizzerie nelle isole Vergini

La pizzeria su un barcone: la storia di due italiani

Protagonisti della storia sono Sasha e Tara, una coppia che ha deciso di lasciare il proprio lavoro di ufficio per aprire un locale, ma non uno qualunque: si tratta, infatti, di un bellissimo e suggestivo barcone adibito a pizzeria da asporto per le barche nella zona delle Isole Vergini. La barca è stata battezzata ‘Pizza ?’.

L’idea sembrerebbe geniale e anche remunerativa, considerando che la pizza è amata in ogni parte del mondo e mangiarla è mare è forse uno dei sogni più belli che si possano realizzare. Sasha e Tara con il loro barcone nel mezzo delle Isole Vergini rappresentano una sorta di nuova moda di venditori ambulanti che invece di portare i loro baracchini o camioncini in giro per le strade delle città propongono cibo in maniera decisamente inusuale e non un cibo qualsiasi.

Pizza in barca: l’idea

L’idea di vendere la pizza in barca, come ha raccontato Tara, non è mai venuta a nessuno ed è decisamente nuova quanto strada ma si tratta di una idea che, secondo la coppia, potrebbe rivelarsi interessante e di successo. Questo, per lo meno, quanto spiegato da Tara, che prima faceva la maestra di scuola elementare.

Per realizzare il sogno del barcone pizzeria sono serviti quasi due anni di lavori, tutti i loro risparmi perché, hanno spiegato, di non aver voluto chiedere prestiti o cercare investitori perché non sapevano se, come e quanto avrebbero potuto ripagarli, e non sono stati pochi i problemi tecnici che marito e moglie hanno dovuto affrontare, da capire come alimentare il forno da pizza, alla produzione dell’acqua per pulire i piatti.

Ora sono due anni che lavorano, la loro attività è aperta da novembre fino a luglio, chiusa solo durante il periodo degli uragani e tutto sembra andare bene se non fosse a volte per la burocrazia, per cui ci sarebbero diverse difficoltà nell’inquadramento dell’attività decisamente innovativa.

Vi sono, infatti, problemi con i premessi per l’ancoraggio al largo e per la vendita di alimenti ma la speranza è che tutto si riesca a risolvere nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile in modo da permettere ai due coniugi di poter portare avanti la loro attività con grande successo e felicità, riuscendo a soddisfare con la buonissima pizza il palato di tutti coloro che l’abitudine di mangiare questo buonissimo cibo non la hanno come noi italiani.





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