Lavoratori salvano azienda chiusa e dimostrano le grandi capacità operai italiani. Ecco come

Investono il loro Tfr per salvare e rilanciare l’azienda dove lavoravano e in fallimento: la storia di 12 lavoratori e il successo ritrovato

Lavoratori salvano azienda chiusa e dimo

lavoratori salvano azienda ora fattura milioni

Con il loro Tfr (Trattamento di fine rapporto) hanno deciso di rilevare la loro azienda in fallimento ed oggi è un’attività che riesce a fatturare due milioni di euro all’anno: è questa la bella storia che, stando a quanto riportano le ultime notizie, arriva da Acerra, esempio da seguire per tanti e dimostrazione di come volendo e lavorando impegnandosi davvero tutto si può risolvere. Seppur con fatica e sacrifici.

Lavoratori salvano azienda: la storia

A salvare l’azienda per cui lavoravano con i propri Tfr sono stati, come confermano le ultime notizie, sono stati 12 dipendenti della Screen Sud di Acerra, che non solo hanno salvato l’azienda dal fallimento ma l’hanno rilanciata sul mercato, impegnandosi per un rilancio di competitività e produttività tanto da permettere alla stessa azienda oggi di arrivare a fatturare fino a due milioni di euro all’anno.

La coop produce 3mila metri quadri al mese di telai in acciaio, reti antintasanti-setaccio per le industrie estrattive ed edilizie e opera non solo sul mercato italiano ma esporta anche in altri Paesi d’Europa, in Nord Africa e in Australia.

L’azienda quasi in fallimento è stata riacquistata dai dipendenti con la liquidazione di 15 anni di lavoro di ognuno dei dipendenti partecipanti al salvataggio, aggiungendo al Tfr  anche l’anticipo di mobilità e l’aiuto di LegaCoop.

Azienda salvata dai dipendenti: i racconti

Grande soddisfazione è stata espressa da tutti i lavoratori che hanno partecipato al salvataggio e al rilancio dell’azienda che oggi gode di ottima salute. Raffaele Silvestro, presidente della cooperativa ed ex responsabile commerciale dell’azienda fallita, ha spiegato che la sensazione di recarsi a lavoro e sapere che esiste grazie all’impegno dei proprietari che oggi sono ancora gli stessi lavoratori rappresenta davvero una esperienza del tutto unica.

Soddisfazione e gioia espressa anche da altri lavoratori che hanno spiegato come le difficoltà nell’acquisto e nel rilancio dell’azienda non siano state poche, anche considerando i ritardi della burocrazia italiana, come gli stessi tempi di erogazione del Tfr da parte dell’Inps, e spesso le stesse mogli dei lavoratori quasi scoraggiavano il progetto, invitando i rispettivi mariti a cercare un nuovo lavoro piuttosto che investire soldi, tempo, impegno e speranze in un progetto che sembrava inizialmente molto difficile.

Ma poi, eccolo realizzato. Rosario Florio, direttore Lega Coop, come confermano le ultime notizie, ha spiegato che come tutta Lega Coop ha creduto molto nel progetto e nelle intenzioni dei lavoratori che sin dall’inizio sono apparsi moto motivati nel voler portare a termine ciò che avevano detto.

E proprio per questo hanno deciso di supportare e sostenere il progetto, sentendo grande gioia e soddisfazione non appena le macchine dell’azienda si sono rimesse in moto. Non è certo una cosa da tutti riuscire in un intento del genere soprattutto in un momento di particolare difficoltà economica del nostro Paese e soprattutto quando non ci sono gli aiuti sperati, come quelli dello Stato.

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di Luigi Mannini pubblicato il