Multe e sanzioni coronavirus non si pagano fino a processo. Ecco come funzionano

di Marianna Quatraro pubblicato il
Multe e sanzioni coronavirus non si paga

Multe sanzioni coronavirus pagano processo come funzionano

Sanzioni per violazione delle norme stabilite per coronavirus stabilite solo a fine processo: chi paga, quando e procedura prevista

Come funzionano multe e sanzioni che vengono fatte per inosservanza delle norme e misure restrittive in vigore per contenere la diffusione del coronavirus? In questi giorni parlare di multe e sanzioni che vengono fatte a coloro che escono senza giustificata motivazione.

Sappiamo, infatti, che si può uscire di casa, stando a quanto stabilito dall’ultimo Dpcm del governo solo per motivi di lavoro, salute e comprovata necessità, come andare a fare la spesa o andare in farmacia, ma sono ancora tate le persone che escono per altri motivi e soggetti a sanzioni Vediamo cosa accade a chi prende multe e sanzioni per coronavirus.

Multe e sanzioni coronavirus non si pagano fino a processo

Chi viene sanzionato e prende multe in questo periodo di divieti a causa dell’emergenza coronavirus e di tutte le misure restrittive messe in campo dal governo Conte per contrastare la diffusione del contagio non deve pagare alcuna multa subito. Bisogna, infatti, arrivare al processo.

Stando a quanto confermano le ultime notizie, infatti, le multe fino a 206 euro previste in caso di mancata osservanza delle norme in vigore non si pagano subito perché non viene fatto un verbale che contiene già la sanzione e relativo bollettino di pagamento ma tutte le sanzioni fatte dalle Forze dell’ordine per avere attuazione devono prima essere trasmesse alla Procura della Repubblica che iscrive un procedimento a carico del cittadino sanzionato e toccherà al giudice decidere la sanzione al termine di un processo.

Multe e sanzioni coronavirus come funzionano

Come funzionano multe e sanzioni per coronavirus? Le sanzioni scattano nei confronti di tutti coloro, singoli cittadini o titolari di attività, che non rispettano le norme stabilite dal governo che prevedono:

  • evitare spostamenti non motivati da comprovate esigenze lavorative e necessità, motivi di salute o di lavoro per cui bisogna esibire apposita autodichiarazione alle Forze dell'ordine nel momento in cui si viene fermati;
  • restare a casa  nel caso si abbia febbre oltre 37,5 gradi o si abbiano sintomi compatibili con il virus;
  • chiusura di alcune attività, commerciali o meno, con compresenza di più persone.

Chi viola queste norme è soggetto a sanzioni penali che prevedono:

  • arresto fino a tre mesi;
  • multe fino a 206 euro;
  • reclusione fino a due anni nei casi di falsa autodichiarazione che si presenta alle Forze dell’ordine nel momento in cui ci si viene fermati;
  • accusa di lesioni fino all’omicidio colposo per chi viola le regole di prudenza raccomandate senza avere intenzione di diffondere il contagio.

Le Forze dell’ordine che fermano i cittadini per attuare i controlli previsti possono sanzionare coloro che non rispettano le norme sopra indicate ma nel momento in cui fanno sanzioni o multe, per essere attuate effettivamente, bisogna arrivare ad un processo.

In particolare, nel momento in cui le Forze dell’Ordine fermano un cittadino e lo sanzionano, non consegnano al cittadino un verbale con bollettino di pagamento della multa ma ogni sanzione fatta, da multe ad altre accuse, viene prima trasmessa alla Procura della Repubblica che, a sua volta, iscrive un procedimento a carico del cittadino.

Tocca ad un giudice poi, al termine di un processo, decidere la condanna a carico del cittadino trasgressore. Le attività commerciali possono subire sanzioni che prevedono un periodo di chiusura dell’attività da 5 a 30 giorni, provvedimento può essere poi impugnato davanti al Tribunale ordinario.