Multe per coronavirus, quando sono davvero pazze e fuori ogni logica. Le storie

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Multe per coronavirus, quando sono davve

Coronavirus, le multe fuori ogni logica

C'è stato il caso della coppia fermata al market e senza che sia stato tenuto conto dello stato di disabilità della donna e c'è chi sarà costretto a pagare 400 euro per aver pregato in chiesa.

C'è un'immagine che da alcuni giorni sta facendo il giro del web. Raffigura una folla di bagnanti, ma rispettosa del distanziamento sociale, mentre prende il sole di primavera su un fiume vicino a Monaco. In Germania non è infatti vietato.

Ma ordine e disciplina sono rispettati anche in Italia? E fino a che punto il comportamento di un cittadino in queste pazze settimane di coronavirus può ritenersi scorretto e quando invece è lo Stato sceriffo a sbagliare.

Dal nord al sud dell'Italia stiamo ascoltando decine di storie al limite dell'incredibile con multe pazze e fuori da ogni logica comminate ai cittadini. Qualche esempio? C'è chi è stato punito mentre va a comprare il giornale e chi ha subito il conteggio dei metri di allontanamento dalla propria abitazione per la più classica delle corsette.

C'è stato il caso della coppia fermata al market con tanto di multa salatissima e senza che sia stato tenuto in alcun conto dello stato di disabilità della donna e c'è chi invece sarà costretto a pagare 400 euro per essersi recato in chiesa a pregare. E si tratta solo di una selezione dei casi più incredibili. Vediamo insieme

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Coronavirus, le multe fuori ogni logica

Ne stiamo leggendo di tutti i colori sulla gestione delle multe da parte dello Stato in queste settimane di restrizioni dovute al rischio contagio di coronavirus.

Alcune volte non è sufficiente essere costretti a uscire per il più valido dei motivi, come portare la propria bambina di 8 anni a un controllo di midollo osseo, perché a Livorno può accadere di ricevere una sanzione di 530 euro.

Nella classifica delle multe più pazze non può rientrare il caso della multa per aver fatto la spesa in tenuta da corsa. Siamo in Toscana e la donna, una nota presentatrice televisiva, giurava di andare al supermercato e a dimostrazione aveva esibito lo zaino in cui riporre la spesa. La giustificazione non è stata considerata credibile e si è beccata una sanzione dai vigili.

Nel caso dell'infermiera di Genova che lavora in un ospedale che cura i malati di coronavirus, l'errore è stato fortunatamente riconosciuto.

Di mezzo c'era la richiesta al marito di andarla a prenderla a fine turno per evitare di prendere mezzi pubblici e rischiare il contagio. In due in auto, a meno di motivi urgenti, non si può circolare, e la multa (poi annullata) è stata immediata.

Altre storie incredibili di multe per coronavirus

Da un caso all'altro, ecco la multa di 4.000 euro per un rider che presta servizio per Glovo. La sua colpa? La cancellazione dei dati dati della consegna appena fatta. Peccato solo che l'app li cancella per privacy e che sulle spalle avesse ancora il borsone per le consegne.

Un'altra storia molto nota è la disavventura capita a un farmacista di Cernusco sul Naviglio, multato perché non aveva i guanti per i clienti. Lui si è difeso spiegando non si trovano ovvero che sono diventata merce rara, ma che è più importante lasciare la farmacia aperta. Non per i fiscali vigili urbani che l'hanno sanzionato.