Perché i morti per coronavirus sono sempre tanti e calano lentamente?

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Perché i morti per coronavirus sono semp

Coronavirus, perché i morti sono sempre tanti?

Tecnicamente siamo nelle fase del plateau, il termine usato dai virologi per riferirsi a quella fase dell'epidemia in cui la curva dei morti si stabilizza prima della discesa.

I casi dei contagi da coronovirus stanno diminuendo in tutta Italia ed è certamente una buona notizia. Ma c'è un dato che invece non solo sembra che stia calando più lentamente del previsto, ma in alcuni giorni schizza verso l'alto facendo tornare la preoccupazione dei giorni peggiori.

Si tratta del numero di morti, costantemente alto e che sta nel suo complesso ha già sfondato il tetto dei 20.000 decessi. C'è una ragione per cui i morti per coronavirus sono sempre tanti e calano lentamente?

Ecco, proprio questa è una domanda cruciale perché, come vedremo in questo articolo, le ipotesi sono differenti e tutte valide, ma non c'è un motivo condiviso da tutti gli esperti. Manca insomma una certezza sul perché la decrescita sia così lenta e risposte più sicure sono attese nei prossimi giorni.

Tecnicamente siamo nelle fase del plateau, il termine usato da epidemiologi, virologi e infettivologi per riferirsi a quella fase dell'epidemia in cui la curva dei contagi o dei morti, dopo l'impennata iniziale, si stabilizza in attesa della discesa. Vediamo quindi in questo articolo

  • Coronavirus, perché i morti sono sempre tanti?
  • Altri ipotesi sul perché i morti per coronavirus calano lentamente

Coronavirus, perché i morti sono sempre tanti?

Si avvicina la fase 2, alcune regioni hanno azzerato i contagi mentre altre lo faranno verosimilmente nei prossimi giorni, eppure il numero dei morti continua a rimanere elevato e di conseguenza preoccupante.

Perché? A offrire spunti di lettura ci ha pensato Luca Foresti, amministratore delegato del Centro medico Santagostino, secondo cui il principale motivo va cercato nel contagio familiare e negli ospedali.

Nel primo caso i positivi rimangono per lo più a casa, nel secondo non si fanno abbastanza tamponi agli operatori sanitari asintomatici che possono contagiare i pazienti. Ma c'è anche un terzo caso ed è quello delle persone che hanno interazioni sociali perché vanno a lavorare o escono a fare la spesa.

Bisogna quindi considerare che i decessi di questi giorni risalgono a oltre 20 giorni fa, quando le misure di chiusura delle attività e la limitazione degli spostamenti non erano applicate così rigidamente.

C'è da credere che la situazione possa rapidamente migliorare al termine del plateau, il momento di massima diffusione dell'infezione che al posto di essere un breve picco si caratterizza per uno stato più prolungato nel tempo.

Altri ipotesi sul perché i morti per coronavirus calano lentamente

Questa fase di costanza del numero di morti è un momento comune a tutte le epidemie durante il quale è necessario mantenere le misure di emergenza già previste per arrivare quanto prima al periodo in cui la curva inizia a calare.

Ma non occorre allarmarsi perché nel conteggio ci sono anche le persone decedute a casa, negli ospizi e o nelle residenze sanitarie assistite che non sono state necessariamente sottoposte a tampone.

Da qui il suggerimento di organizzare meglio la raccolta dati per evitare che possano esplodere nuovi focolai di coronavirus.