Pomodori italiani, rischi molto gravi. E non per pomodori cinesi o truffa passata

La denuncia dei produttori sulla produzione sempre più insostenibile economicamente dei pomodori italiani e dei loro derivati come la passata di pomodoro.

Pomodori italiani, rischi molto gravi. E

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Una serie di rischi e non di poco conto per i pomodori italiani che rischiano di lasciare le tavole delle famiglie italiane o di diminuire fortemente la qualità come spiegano le associazioni di settore che lanciano questt'ultima allarme molto più grave della truffa della passata di pomodoro o dei rischi dei promodori cinesi.
 

Nuova denuncia da parte di Confagricoltura Emilia-Romagna, ma che vale per tutta l'Italia: la produzione dei pomodori e dei relativi derivati come la passata di pomodoro secondo i produttori di Parma, sarebbe diventata infatti insostenibile. Non si tratta in questo caso di una truffa come quella raccontata della garanzia allungata ed errata, ma di qualcosa di molto peggio. Ma cosa sta realmente accadendo e quali sono i rischi che potrebbe correre il pomodoro italiano?

Pomodoro: allarme produzione insostenibile

Secondo quanto denunciato da Confagricoltura Emilia-Romagna, la produzione di pomodoro da industria sta diventando insostenibile da un punto di vista economico e, stando ai dati, l'agricoltore perderebbe mediamente il 10%, in valore, rispetto al prezzo pattuito tra organizzazioni di produttori e industria lo scorso febbraio, pari a 79,75 euro a tonnellata e così facendo le aziende sarebbero sempre meno disposte a investire in questa coltura. Secondo i produttori di Parma, la Plv (produzione lorda vendibile) media in campo risulta abbondantemente inferiore ai costi di produzione. In particolare, nonostante superfici e quantitativi siano calati significativamente e non tutte le industrie di trasformazione abbiano raggiunto gli obiettivi di campagna, il prezzo medio della materia prima riconosciuto ai produttori è, infatti, risultato del 10% inferiore a quello di riferimento, contrattato tra Organizzazioni di produttori e Industria lo scorso febbraio, pari a 79,75 euro/t; con punte al ribasso nella prima parte della campagna fino a 55 euro/t.


A creare questa situazione incide molto la tabella qualità accettata dalle organizzazioni di produttori nell'accordo quadro con l'industria, che porta a flessioni negative anche del 35% in valore. La campagna appena conclusasi è stata definita deludente da Confagricoltura Emilia-Romagna, dai produttori e dai consiglieri delle principali organizzazioni di produttori.

Pomodoro italiano: rischi possibili

Se la situazione dovesse continuare così il rischio è che il pomodoro italiano esca dalla nostra tavola o che la qualità sia minore, come denunciato dagli stessi produttori di Parma. E si tratta di un venir meno dalle nostre tavole di un prodotto d’eccellenza che ha da sempre caratterizzato la nostra alimentazione, uno dei perni della tanto amata dieta mediterranea ben in grado di bilanciare tutti gli apporti necessari per la salute e l’organismo umano. Secondo Confagricoltura, per evitare che questa situazione si trasformi in realtà è necessario che i sistemi di valutazione della qualità siano determinati in modo semplice e oggettivo e, una volta definiti, non vengano più modificati in base alle necessità del momento.