Birra, prosecco scoperti pesticidi. Marchi e pericoli salute. E frode passata e pomodoro cina

Una truffa ancora nel settore dei pomodori, duna ulteriore truffa sulla passata di pomodoro spiegata anche dalle Iene. Ma cosa c'è di vero e quali rischi per consumatori?

Birra, prosecco scoperti pesticidi. Marc

Pomodoro cinese: bufala o realtà?


Il glifosato è una sostanza pericolosa per la slaue in quanto numerosi studi, come abbiamo spiegato sotto, la danno come possibile concause di tumori. C'è stata anche una sentenza storica negli Usa che è stata vinta proprio contro il principale produttore di questo diserbante. ( aggiornamento mercoledì 7 novembre ore 8,30)

Per quanto riguarda il prosecco non ci sono marche particolari, anche se fino a poco tempo, la dffusione come leggerete sotto dell'uso del glifosato era molto presente. Per le birre, invece, le marche ci sono, grazie a delle recenti analisi compiute sui prodotti più famosi e di facile reperimento nei punti vendita (aggiornamento martedì 6 novembre ore 16,06)

Non ci sono solo le truffe, o presunte tali, per i pomodori, ma ci sono dei pericoli reali per la presenza di pesticidi e glisofato nella produzione della birra, ma anche del prosecco, mostrato in uno ulteriore indagine delle Iene. (aggiornamento martedì 6 noevmbre ore 8,30)

Oltre ai rischi per pomodoro e alla passata di pomodoro

Sotto abbiamo scritto di possibili pericoli per il pomodoro e la passata di pomodoro, ma vi sono degli allarmi anche per quanto riguarda i pesticidi e il glifosato presente nel prosecco e nella birra.

Pericoli anche dalla Birra

Il dilemma, è sempre lo stesso. Bere la birra o bere il vino? In questo periodo nel quale l’anticiclone Nerone sta facendo particolarmente sentire la sua calorosa presenza in Italia, la scelta sembrerebbe cadere proprio sula prima. Da consumare fresca, anzi ghiacciata, capace di portare quel refrigerio che per molti rappresenta un miraggio di questi tempi. Ma anche in questo caso purtroppo il piacere di gustarsi una bella birra ghiacciata potrebbe essere rovinato dalla presenza di una contaminazione da glifosato e pesticidi. A svelarlo una ricerca francese che mette in guardia sul consumo eccessivo di birre che potrebbe essere davvero pericoloso per la salute dell’uomo. Proprio per questo l’indagine per cercare sostanze potenzialmente tossiche per l’organismo umano andrà avanti senza fino a quando non saranno fugati tutti i dubbi.

Le birre analizzate in laboratorio, alla ricerca di ben duecentocinquanta sostanze potenzialmente rischiose per la salute dell’uomo, dall’Istituto nazionale del consumo in Francia appartengono a quarantacinque tipologie differenti. Molte le marche note non solo agli aficionados delle bionde. E i rischi per la salute, purtroppo, non sono da escludere. Anche perché i risultati delle analisi hanno evidenziato come il glifosato, erbicida già dichiarato probabile cancerogeno dall’Iarc, sia stato rilevato in ben venticinque marchi, confermandosi come il pesticida maggiormente usato nell'agricoltura.

E se è vero che tutte le sostanze a rischio che sono state trovate, soprattutto antiparassitari e pesticidi, non hanno mai sforato il tetto previsto dalla, non bisogna dimenticare che i limiti variano da Paese e Paese. Senza contare l’effetto accumulo nel nostro organismo le cui conseguenze potrebbero essere ugualmente pericolose. Le marche sono tante: si va dalla Corona alla Carlsberg, alla Leffe alla Stella Artois.

Rischi pure per il prosecco

Il glifosato è un pesticida che può provocare diversi problemi per la salute tra cui anche tumori e non solo ed presente nel prosecco (anche se alcuni produttori stanno cercando soluzioni naturali) e diversi tipi di alimenti e cibi. Come denuncia anche un servizio delle Iene che ha fatto il giro del mondo.

L'indice è costantemente puntato contro il glifosato e la guerra è stata ufficialmente dichiarata. Tuttavia le armi sembrano ancora spuntate perché non tutte le regioni viaggiano alla stessa velocità, come dimostrato dalle Langhe in Piemonte, ancora in ritardo con la regolamentazione e con le decisioni cruciali, quelle sul terreno, affidate ai viticoltori.

C'è perfino chi parla di ritardo e arretratezza per il Piemonte, se non di abbassamento della testa rispetto alle multinazionali delle medicine. Un esempio virtuoso arriva invece dal Veneto, dove hanno trovato il modo di produrre prosecco senza glifosato grazie al geranio.

Si tratta di una valida alternativa a quella che è sempre stata considerata una certezza per i viticoltori delle colline del prosecco. Resta ancora da verificare la reale efficacia dell'acido pelargonico ovvero sono necessari altri test e prove, tuttavia siamo davanti a un erbicida che funziona e che sta mostrando i primi interessanti risultati positivi.

Perchè grande paura e timore per il glifosato? Il Glifosato viene assorbito attraverso quello che mangiamo nel nostro corpo e in Usa stanno decidendo di bloccarlo, molto preoccupanti su gliefetti e i pericoli per l salute. Alcuni studi mostrano come nel corpo umano sia aumetato del 500% solo negli ultimi venti anni come riporta la pubblicazione Jama medica. Perhè si è diffuso così tanto? Perchè ormai è presente non solo in quello che mangiamo noi, ma in tutta la catena alimentare arrivando all'erba e all'acqua. Al momento la qquanitò trovata nelle utine è solo dello 0,3% rispetto al 1,75 vche è considerato come un livello pericoloso per la salute ma non è ababstanza certamente per essere tranquilli

Pomodoro cinese: bufala o realtà?

Cosa c'è allora di vero nella cosiddetta truffa del pomodoro cinese in Italia? Si tratta di una bufala o di verità? Il servizio girato dalla trasmissione Le Iene, a firma Nadia Toffa, è manipolazione televisiva? Un buon punto di riferimento per orientarsi nella questione è il libro Rosso marcio ovvero l'inchiesta internazionale sul pomodoro che finisce nel piatto con cui il giovane Jean-Baptiste Malet racconta cosa succede al prodotto importato. La spinta è arrivata appunto dall'inchiesta televisiva, secondo cui in Italia viene importata una grandissima quantità di concentrato di pomodoro di pessima qualità con una quantità di pesticidi e antiparassitari oltre i limiti consentiti.

I detrattori sono pronti a far notare come negli ultimi cinque anni il Sistema di allerta rapido europeo ha rilevato solo due casi su 18.000 irregolarità, da ricondurre alla presunta truffa del pomodoro cinese. Un numero così esiguo che metterebbe in discussione ogni certezza sulla presunta truffa. E gli stessi scettici sull'esistenza di questa frode invitano a leggere il libro Rosso marcio sulla storia del concentrato di pomodoro cinese importato in Italia. A quel punto, sostengono, ci si renderebbe subito conto della bufala. Il punto è questo: l'autore denuncia le forme di sfruttamento della mano d'opera e del caporalato, ma non riferisce della presenza di una parte di concentrato di pomodoro cinese nei prodotti italiani.

Come viene prodotto il pomodoro cinese con il macchinario italiano

Il racconto della produzione dei barili di pomodoro concentrato è estremamente dettagliato: nello stabilimento, grandi macchinari trasformano i pomodori. La buccia e i semi vengono tolti, i pomodori vengono scaldati e sminuzzati. Quindi - racconta l'autore - viene eliminata l'acqua che contengono con un processo di evaporazione industriale. Una volta estratta l'acqua, viene confezionato il concentrato in un contenitore sterilizzato per facilitarne il trasporto sulle lunghe distanze. Questo passaggio permette di esportare il concentrato in Europa, in America, in Africa e in Asia. Alla fine della linea di produzione, un operaio dispone sui bancali i barili di metallo blu a gruppi di quattro: a quel punto vengono convogliati tramite un nastro trasportatore fino alla postazione di riempimento.

Succede quindi che un operaio li ispeziona, poi procede al loro riempimento. Sistema all'interno di ognuno una sacca asettica e fissa al suo collo di plastica la ghiera della macchina riempitrice. Poi schiaccia un comando e guarda uno schermo. Il macchinario viene dall'Italia. In poche decine di secondi la sacca da 220 litri si riempie di triplo concentrato di pomodoro, si gonfia e si adatta alla forma del ricettacolo metallico. Un pomodoro da industria contiene dal 5 al 6% di sostanza secca contro un 94 o 95% d'acqua. Come viene fatto notare nella prefazione del testo, il vero interesse non è raccontare la storia di una scatola di concentrato di pomodoro. Il libro porta alla luce gli ingranaggi di una forma di capitalismo declinata nella corsa al profitto a breve termine a scapito della qualità, della sicurezza, dell'ambiente, dei diritti e delle libertà fondamentali.