Prime aperture in Austria e altre nazioni europee, ecco come inizia la FASE 2 all'estero

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Prime aperture in Austria e altre nazion

Differenze tra Paesi europei e Italia

Realtà come la Germania, la Danimarca, l'Austria e la Repubblica Ceca hanno di nuovo aperto le porte. Ma in tutti i casi, la strada scelta è quella della gradualità.

Ammettiamolo, pure, siamo tutti in attesa dell'avvio della cosiddetta Fase 2 ovvero quel periodo di transizione tra la Fase 1 di lotta al coronavirus, quella che stiamo attualmente attraversando, e la Fase 3 di ritorno alla normalità.

Non c'è ancora una data di avvio e a oggi sappiamo che potrebbe avvenire tra qualche giorno o tra qualche settimana. Come spiegato a più riprese dai rappresentanti di governo, nella Fase 2 dobbiamo iniziare a convivere con il virus che non sarà sconfitto, ma che non più condizionare l'attività lavorativa, sociale ed economica fino al punto da paralizzarla.

Ebbene, ci sono alcuni Paesi che hanno già avviato questo percorso. Poco importa se, in confronto alle scelte adottate in Italia, abbiano deciso di anticipare le misure o lo hanno potuto fare per via di una minore diffusione del contagio.

Quel che sappiamo e che vogliamo andare a sbirciare in questo articolo è che realtà come la Germania, la Danimarca, l'Austria e la Repubblica Ceca hanno di nuovo aperto le porte. Ma in tutti i casi, la strada scelta è quella della gradualità. Vediamo allora

  • Coronavirus, al via la Fase 2 in molti Paesi
  • Differenze tra i Paesi europei e l'Italia

Coronavirus, al via la Fase 2 in molti Paesi

Il primo Paese ad aver parzialmente riaperto le porte ovvero ad aver avviato la Fase 2 di convivenza con il coronavirus è stata l'Austria. Tra una settimana, dal 14 aprile, alzano le saracinesca i piccoli negozi, i parchi, i vivai, e i ferramenta.

La roadmap prevede che dal primo maggio è il turno di tutti i negozi, i parrucchieri e i centri commerciali. Dopodiché, da metà maggio, da metà maggio è la volta di ristoranti, bar e alberghi. Gli ultimi sono concerti, fiere, eventi, rinviati a fine giugno.

Dal 19 aprile entra quindi in gioco la Germania con l'obbligo di indossare mascherine in pubblico e limiti ma non divieti di assembramenti pubblici in un contesti di ritorno graduale alla normalità. Stessa cosa per le scuole che apriranno a poco a poco e su base regionale. Punto in comune tra Austria e la Germania è l'utilizzo costante delle mascherine.

Da parte sua, la Danimarca ha invece privilegiato l'apetura dei servizi sociali. Novità anche dalla Repubblica Ceca, in cui viene a cadere l'obbligo di andare in bicicletta con la mascherina e si dà il via libera all'apertura di negozi di giardinaggio e rivenditori di materiali da costruzione.

Differenze tra i Paesi europei e l'Italia

A proposito di differenze operative con gli altri Paesi, in Germania entro la fine di aprile sarà operativo il piano che consente di verificare l'immunità dei pazienti guariti. Inizialmente saranno 100.000 alla settimana.

A coloro che al secondo o terzo test del sangue risultano positivi verrà dato il passaporto di immunità che consentirà loro di tornare al lavoro. L'Islanda non ha imposto chiusure ma ha vietato raduni oltre le 100 persone e chiuso le scuole.

Sono stati eseguiti tamponi a tappeto e la metà dei contagiati è risultata asintomatica. Adesso l'isola ha in programma uno screening randomizzato anche per la ricerca degli anticorpi.

A oggi, hanno spiegato i vertici del Public Health England, autorità sanitaria di controllo in Inghilterra, la priorità resta sui tamponi: ossia i test genetici incaricati di determinare il contagio in atto che il governo intende portare a 25.000 al giorno per fine aprile privilegiando medici e infermieri.

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