Quali detenuti possono uscire dalle carceri per coronavirus. Tutte le ultime novitÓ e aggiornamenti

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Arresti domiciliari e semi libertÓ per detenuti con pene residue inferiori a 18 mesi e non colpevoli di reati gravi: aggiornamenti su ultime novitÓ carceri

Liberare un po’ le carceri per evitare la diffusione del contagio in questo difficile momento di emergenza coronavirus e garantire ai detenuti lo spazio necessario per poter rispettare la distanza di sicurezza imposta. Vediamo quali sono le ultime novità sulla questione detenuti che possono uscire dalle carceri per coronavirus.

Quali detenuti possono uscire dalle carceri per coronavirus

Stando a quanto riportano le ultime novità, l’emergenza coronavirus, soprattutto all’indomani delle rivolte scoppiate in diverse carceri di Italia, ha portato il governo a decidere misure alternative allo sconto di pena per alcuni detenuti, dagli arresti domiciliari all’affidamento in prova con il duplice obiettivo di liberare spazi interni alle stesse carceri e aumentare così le distanze tra i detenuti e di ridurre al minimo le occasioni di contagio tra gli stessi detenuti.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha chiaramente spiegato, però, come queste misure alternative non valgano per tutti i detenuti. Possono, infatti, uscire dalle carceri per arresti domiciliari e semilibertà, cioè che hanno possibilità di lavoro esterno durante il giorno e rientro in cella di sera per dormire, i detenuti che hanno una pena da scontare (anche residua) sotto i 18 mesi e non sono colpevoli di reati gravi.

Tutti i detenuti in che possono uscire dalle carceri, come sottolineato dal ministro Bonafede, hanno l’obbligo di portare il braccialetto elettronico.

Per quali detenuti non vale uscita dal carcere o sconto di pena

Gli aggiornamenti confermano, inoltre, come gli sconti di pena e la possibilità di uscire dalle carceri non valgono, invece, per:

  • detenuti che hanno effettiva disponibilità di un domicilio;
  • detenuti che non sono colpevoli di reati gravi, come la corruzione, stalking, maltrattamenti in famiglia;
  • detenuti che negli ultimi 12 mesi non abbiano ricevuto sanzioni disciplinari per comportamenti gravi in cella.

Nessuna novità è poi prevista per i detenuti in carcere in custodia cautelare in attesa del primo grado di giudizio: si tratta di 9.408 persone, per cui la sospensione delle udienze e dei termini massimi di custodia fino al 15 aprile stabiliti dal Decreto Cura Italia, probabilmente allungherà ulteriormente i tempi della reclusione.