Quando finisce coronavirus in Italia. Le diverse ipotesi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Quando finisce coronavirus in Italia. Le

Coronavirus, quando finisce in Italia

A venirci in soccorso è la previsione ufficiale sulla diffusione del coronavirus e la fine del contagio fatta dall'esecutivo. Ma anche altri segnali interessanti.

A oggi la situazione è estremamente critica perché il numero dei contagiati da coronavirus continua a rimanere costante mentre quello dei morti aumenta.

Di positivo c'è la crescita della quantità dei guariti. In questi tempi di emergenza sanitaria, lavorativa ed economica, la domanda più frequente è un'altra: quando finisce coronavirus in Italia?

Sarebbe stato un errore fatale credere che l'emergenza sarebbe diventata un ricordo all'indomani del decreto che ci ha messo tutto in isolamento.

Questa misura serve infatti a prevenire ulteriori contagi e diventerà pienamente efficace a distanza di 14 giorni dalla sua emanazione. Il punto è perciò un altro: riponendo fiducia su questo provvedimento, quando la situazione tornerà a essere pienamente sotto controllo e il contagio sarà contenuto?

Come era prevedile, sono tantissime le ipotesi che circolano, qualcuna creata ad arte per creare allarmismo e altre tenenti a sminuire il problema reale. A venirci in soccorso è la previsione ufficiale sulla diffusione del coronavirus fatta dall'esecutivo e altri segnali interessanti. Analizziamo quindi

  • Coronavirus, quando finisce in Italia
  • Ipotesi su fine del coronavirus in Italia

 

Coronavirus, quando finisce in Italia

Nella relazione tecnica del terzo decreto d'urgenza emanato nei giorni scorsi dal governo Conte è contenuta la previsione ufficiale sulla diffusione del coronavirus in Italia.

I dati interessanti sono numerosi: innanzitutto il picco del contagio è atteso il 18 marzo, a cui seguirà un graduale diminuzione della diffusione. L'esecutivo ha messo complessivamente in conto oltre 92.000 contagiati, compresi i circa 3.000 decessi e i guariti.

Lo stop al contagio è previsto alla fine di aprile. Il principale punto interrogativo è piuttosto un altro ovvero l'eventuale esplosione del contagio nelle regioni del centro-sud per via del continuo esodo dalle regioni del nord prima ancora che le misure restrittive del decreto entrassero in vigore.

Entra quindi in gioco il tasso di riproduzione del virus, calcolato tra il 2,3 e il 3. Vuol dire che ogni persona positiva ne può infettare in media tra 2 e 3 e di conseguenza la crescita diventa esponenziale. La catena può essere interrotta quando un numero elevato di cittadini è immune alla malattia, magari perché è già guarita.

Ipotesi su fine del coronavirus in Italia, segnalazioni inizio o prolugamento sospensione da diversi ambienti

Ci sono altri due segnali incoraggianti che confermano lo scenario ipotizzato dal governo.

Il primo arriva dalla Chiesa che ha comunicato che, per via dell'emergenza coronavirus, le celebrazioni liturgiche per la Pasqua saranno trasmesse in streaming e dunque saranno chiuse al pubblico fino al 12 aprile.

Il secondo arriva dal mondo del calcio italiano ovvero con l'avvio delle grandi manovre che potrebbe portare alla ripresa del campionato di Serie A dal 2 maggio, magari a porte chiuse. Il presidente della Figc ha manifestato l'intenzione di arrivare alla fine entro il 30 giugno ed eventualmente anche oltre, sacrificando gli Europei di calcio che verrebbero rinviati al 2021.

Quindi quando si potrebbe ritornare alla vita normale? Non il 3 Aprile, sembra davvero troppo presto. Probabilmente il periodo di stare a casa dovrebbe continuare almeno fino dopo Pasqua, con chiusura delle scuole comprese. E non è neppure detto che basti.

Probabilmente in Lombardia e nelle regioni maggiormente colpite il periodo potrebbe allungarsi fino ad inizio Maggio