Quanti sono gli asintomatici da coronavirus? Come possono attaccare virus e durata rischi per nuovi studi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quanti sono gli asintomatici da coronavi

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Gli asintomatici con coronavirus rappresentano una percentuale altissima: quanto sono contagiosi e cosa fare per evitare diffusione virus

Iniziano a calare i contagi da coronavirus, in Lombardia, la regione più colpita di Italia, i numeri diminuiscono anche se l’emergenza continua e resta comunque preoccupate la situazione in Europa per l’epidemia da coronavirus con la Gran Bretagna che registra il picco europeo dei morti e la Spagna che vive ancora una condizione di grande emergenza. L’Europa resta il Continente più colpito dalla diffusione del Covid-19 ma grave è anche la situazione negli Stati Uniti, con un record di vittime in un giorno (quasi 2mila persone in 24 ore).

In tutti i Paesi in cui sono già in vigore, continuano ad essere in atto le misure restrittive per contenere la diffusione del contagio anche se, a partire proprio dalla nostra Italia, si inizia a parlare della cosiddetta fase 2 per una graduale riapertura delle attività essenziali prima e per tutti dopo.

E mentre si discute di come riaprire tutto e tornare lentamente e molto gradualmente alla normalità, ci si chiede se effettivamente una normalità come quella che vivevamo prima di questa pandemia tornerà. A spaventare ci sarà sempre (almeno per ora) il virus e a creare timori, come sottolineato da diversi studi, sono gli asintomatici. Quanti sono gli asintomatici e quanto possono essere contagiosi?

Quanti sono gli asintomatici da coronavirus

La questione degli asintomatici ma con coronavirus sta facendo discutere da tempo ormai, con tutti i timori e relativi rischi di contagio che essi possono provare. Secondo quanto riportato dal British Medical Journal, su una elaborazione di dati condotti in Cina, ben quattro pazienti Covid-19 su cinque sarebbero asintomatici. Le autorità cinesi lo scorso primo aprile hanno iniziato a pubblicare il numero di nuovi casi asintomatici di coronavirus.

I dati del primo giorno confermano come circa 4 persone su 5 pur avendo contratto il virus non hanno mostrato alcun sintomo.

Secondo il National Health Commission cinese, gli asintomatici sono tantissimi, dai dati emersi sui controlli effettuati, sono risultate 130 persone asintomatiche su un totale di 166 persone infette, circa il 78%, una percentuale altissima, circa 8 persone su 10, tra i 3 i 4 soggetti ogni 5 positivi, e confermata da ulteriori studi e che si scontra con quanto sostenuto dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) secondo cui gli asintomatici sarebbero solo una piccola porzione dei contagiati da coronavirus.

Il professor Tom Jefferson, epidemiologo e ricercatore presso il Centre for Evidence-Based Medicine dell'Università di Oxford, citato dal British Medical Journal, ha precisato che se gli asintomatici fossero solo il 10% sul totale, significherebbe che il virus è ovunque.

Anche da uno studio epidemiologico condotto dall'Università di Padova con la regione Veneto e sotto la coordinazione del professor Andrea Crisanti, virologo tra i sostenitori dei test a tappeto, a Vo' Euganeo, uno dei primi focolai italiani del coronavirus in Italia dopo Codogno (Lodi) è emerso come il 45% delle persone risultate positive al tampone fosse asintomatico.

Nel piccolo comune in provincia di Padova sono stati effettuati tamponi a tutti i 3mila abitanti ed è emerso che il 3% aveva il coronavirus ma non lo sapeva perché asintomatico. Nove giorni dopo il primo, è stato effettuato un altro tampone alla popolazione del paesino e si sono registrate altre 8 persone positive e tutte vivevano con un asintomatico.

Si tratta di un dato decisamente eloquente che conferma non solo come gli asintomatici siano una pericolosa fonte di contagio ma sconosciuta per cui difficile da arginare, ma come siano comunque tanti, forse anche più di coloro che si ammalano con sintomi.

L'Imperial College di Londra, sin dall’inizio dell’epidemia in Cina, sosteneva che a Wuhan non potevano esserci solo una cinquantina di casi, ma che i casi potessero essere anche più di mille, stima che poi si è rivelata reale considerando l’evoluzione della situazione come accaduta. E ad oggi ritiene che gli asintomatici possano essere anche l’80% delle persone contagiate da coronavirus.

Come possono attaccare virus e durata rischi per nuovi studi

Il grande problema degli asintomatici non è fondamentalmente la loro malattia, essendo soggetti che pur avendo il virus non mostrano alcun sintomo a nessun livello, per cui stano fisicamente bene e il virus non provoca alcuna complicazione sul loro organismo, ma la loro contagiosità.

Sono, infatti, persone che pur avendo il Covid-19 stanno bene e che se non effettuano alcun tampone non sanno nemmeno di aver contratto il virus, per cui possono tranquillamente fare una vita senza limitazioni ma con il rischio di contagiare le persone intorno.

La trasmissione del Covid-19, come dimostrato in Germania, può infatti avvenire da persona asintomatica ad altra persona e questo è un rischio fortissimo nella lotta al coronavirus perché ci si chiede quali possano essere le misure di contenimento del virus da parte di asintomatici che sono però sconosciuti. E il grandissimo rischio è che una volta che si tornerà gradualmente alla normalità, gli asintomatici possano diventare inconsapevolmente veicolo di nuove ondate di diffusione del coronavirus.

Su pericolo di contagio da parte degli asintomatici e durata del rischio di contagio da parte degli stessi, la comunità scientifica, che generalmente esprime posizioni differenti, concorda sul fatto che gli asintomatici possono rilasciare una carica virale maggiore nelle prime fasi dell'infezione, anche se servono in media cinque giorni per manifestare i sintomi.

Una piccola ricerca su 30 pazienti svolta in due ospedali a Hong Kong ha scoperto che la carica virale dei pazienti raccolta in un campione di saliva ha raggiunto il picco durante la prima settimana di segni della malattia per poi ridursi gradualmente, mentre per esempio, con la Sars, i pazienti avevano la carica virale maggiore 7-10 giorni dopo la manifestazione dei sintomi.

La soluzione al problema degli asintomatici, come di dice in questi giorni, dovrebbe arrivare dal via ai tamponi di massa che dovrebbero debuttare contemporaneamente all’avvio della fase 2, cioè quella di graduale riapertura delle attività. Questi tamponi dovrebbero permettere di individuare tutti coloro che hanno il virus, soprattutto gli asintomatici, e regolarsi di conseguenza con misure di isolamento e quarantena per i positivi.