Quanto durerà il coronavirus? Continuerà ad ondate secondo diversi studi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quanto durerà il coronavirus? Continuerà

Quanto durera coronavirus Continuera ondate secondo studi

Iniziare a pensare diversamente la nostra vita e a cambiare modo e stile di vivere: il coronavirus continuerà secondo diversi studi

Attendere il picco per poi tornare alla normalità, alla vita quotidiana bruscamente interrotta dalla popolazione del mondo ormai, e non solo italiana, dalla diffusione del coronavirus che dalla Cina è arrivato in Italia prima e poi in quasi tutti i Paesi europei, in America e dall’altra parte del globo. E la domanda più frequente che oggi ci si pone è quanto durerà l’epidemia da coronavirus?

Coronavirus continuerà ad ondate secondo studiosi

Secondo quanto emerso da alcuni studi, il coronavirus, e la conseguente diffusione epidemica, non ha una durata prestabilita che si può ipotizzare ma potrebbe continuare e riproporsi a ondate. Cosa significa?

Significa che una volta raggiunto il tanto atteso picco dei contagi del coronavirus di cui ormai si parla da settimane, pur potendo sperare in una discesa, sia di contagi che si vittime, bisognerà aspettarsi una nuova ondata di diffusione del contagio perché fino a quando non ci sarà effettivamente un vaccino, e capace davvero di proteggere tutti, il virus ci sarà.

Alcuni studiosi allora avvertono: non dobbiamo aspettare la fine perché si tratta di una situazione che si prospetta ancora per lungo periodo. Il coronavirus continuerà a fasi alterne, piuttosto dovremmo iniziare a pensare diversamente la nostra vita e a cambiare modo e stile di vivere.

Quanto durerà il coronavirus come continuerà secondo diversi studi

Sono diversi gli studi già condotti che, in un modo o in altro, prevedono che la diffusione del contagio da coronavirus continuerà e accadrà ad ondate: ci saranno periodi di picchi più intensi e periodi di relativa tranquillità ma anche in questi periodi, quando secondo molti il peggio sarà passato, le misure di contenimento del contagio dovranno essere, certamente in maniera meno stringente ma dovranno esserci.

Probabilmente dovrà diventare buona abitudine uscire e circolare sempre con la mascherina, meglio se non passeggiare o fare sport all’aria aperti troppo vicini ad altre persone, probabilmente negozi e altre attività, così come il divieto di uscire, saranno restrizioni necessarie a periodi alterni.

Secondo uno studio condotto dall’Imperial College di Londra per debellare il coronavirus bisognerebbe adottare interventi multipli sulla diffusione che sarebbero mitigazione, per rallentare il contagio, anche attraverso isolamento dei casi sospetti e quarantena per chi è stato a contato con positivi al coronavirus, e ridurre il numero dei ricoveri in ospedale, o soppressione, per portare i casi al minimo cercando di mantenere poi la situazione stabile per sempre.

In ogni caso, secondo lo studio, il virus non scomparirebbe del tutto ma resterebbe comunque in circolazione e il che potrebbe tradursi in misure di contenimento da attuare a fasi alterne per almeno i due terzi del tempo, cioè due mesi di chiusure seguiti da un mese di aperture, almeno fino a quando non avremo un vaccino, efficace e buono per tutti. E si parla di almeno un anno e mezzo (se tutto va bene) per averlo.

Da uno studio condotto sulle misure di mitigazione in Italia, tra isolamento dei casi sospetti e quarantena dei positivi, dai ricercatori dell’Istituto Interscambio Scientifico, Università di Torino e Cuebic srl, è emerso che dal blocco totale del 9 marzo, la mobilità è calata del 50% ma per azzerare del tutto la trasmissione del virus bisognerebbe puntare alla soppressione.

In tal caso i provvedimenti restrittivi anti-contagio, da chiusura delle scuole allo stare a casa, al blocco delle attività devono essere prese contemporaneamente e mantenute per cinque mesi e le stesse dovrebbero essere adottate a intermittenza non appena il numeri dei contagi aumenta.

Secondo gli studiosi, questo stile di vita dovrebbe essere adottato per almeno due anni, fino a quando o il virus sarà del tutto debellato o avremo imparato a curarlo e gestirlo.

Secondo lo studio, infatti, ogni qualvolta che aumenta il picco di casi, per esempio 100 casi a settimana, bisogna chiudere scuole e attività, restare in casa e mantenere l’ormai stabilita distanza sociale.

Quando i casi scendono sotto i 50 a settimana, allora si possono bloccare le misure restrittive e riprendere la vita quotidiana tra scuola, lavoro e attività regolari. Questa alternanza permetterebbe di bloccare la diffusione dei contagi nel momento dei picchi e non appesantire ospedali e rendere la situazione sanitaria allo stremo come oggi sta accadendo.

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