Rimborso palestre e piscine per chiusura coronavirus. A chi spetta e di quanto

di Marianna Quatraro pubblicato il
Rimborso palestre e piscine per chiusura

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Come e quando si può richiedere il rimborso per palestre e piscine non frequentate e chiuse a causa dell’emergenza coronavirus

Stop a palestre e piscine: a causa dell’emergenza coronavirus chiudono, o almeno dovrebbero, in tutta Italia palestre e piscine, tra i luoghi di aggregazione da evitare nonostante si dica che le piscine, per la presenza del cloro, siano comunque sicure, e nonostante in tante palestre si siano già seguire orme di igiene particolari e accurate.

D’ora in poi tutto resterà chiuso, ma ciò che ci si chiede è che fine fanno gli abbonamenti fatti e i pagamenti già effettuati per iscrizioni a corsi di nuovo o in palestra. Sono previsti rimborsi per palestre e piscine chiuse a causa dell’emergenza coronavirus?

Rimborso palestre e piscine per chiusura coronavirus a chi spetta

A causa dell’emergenza coronavirus, che sta letteralmente modificando le abitudini di vita degli italiani, il governo ha previsto la possibilità di chiedere il rimborso per servizi di cui non si usufruirà e ha stilato una serie di linee guida da seguire per averli.

I rimborsi, come precisato dal uovo decreto legge approvato, spetta in particolare a:

  • coloro che sono stati posti in quarantena o sono residenti o domiciliati nei Comuni che rientrano nella zona rossa o comunque soggetta a limitazioni;
  • privati e aziende che hanno programmato viaggi o trasferte, con partenza o arrivo nelle aree soggette a limitazioni;
  • coloro per cui, avendo prenotato viaggi o trasferte per partecipare a concorsi, eventi o manifestazioni di qualsiasi natura, è stato stabilito l’annullamento da parte delle autorità competenti.

Rimborso palestre e piscine per chiusura coronavirus di quanto

Se per prenotazioni di voli, treni e viaggi è previsto il rimborso, per palestre e piscine la questione è diversa e non sempre si ha il diritto esclusivo al rimborso della spesa già sostenuta, pur non frequentando gli impianti.

Per piscine, palestre e centri sportivi di ogni tipo, il decreto del 4 marzo prevede che, fino al 3 aprile, possano rimanere aperti ma esclusivamente a condizione di permettere di mantenere una distanza di almeno un metro. Se gli impianti possono garantire questa distanza, allora non è previsto alcun rimborso e si possono frequentare i propri corsi.

Se, al contrario, non è possibile garantire tale distanza, allora è previsto, per legge, il diritto al rimborso del singolo titolo di ingresso, mentre per quanto riguarda gli abbonamenti, nel caso di abbonamenti annuali con ingresso libero, o mensile, o solo relativo al mese di marzo, si ha diritto al rimborso della quota dell’abbonamento non utilizzata, mentre per abbonamenti annuali con un numero prestabilito di ingressi, l’abbonato può usare il proprio abbonamento solo dopo il 3 aprile (al momento).