Scamorza Parmareggio e Coop richiamati. E altri cinque cibi, alcuni molto famosi

Ancora richiami di prodotti alimentari che possono far male alla salute. E siamo già a sei nel mese solo nel mese di Ottobre

Scamorza Parmareggio e Coop richiamati.

Parmareggio e Coop richiamano scamorza bianca a fette per presenza di Escherichia coli STEC


Nonostante siamo a poco più della metà di Ottobre, vi sono stati già sei richiami di prodotti, l'ultimo dei quali del formaggio. E ci sono anche marche famose. Cerchiamo di capire quando e dove vi sono stati questi ritiri e i rischi per la salute.
 

Continuamo i richiami per quanto riguarda i prodotti e gli alimenti dai supermercati italiani. Solo ieri ne avevamo parlato di cinque alimenti, tra cui due anche famosi, ora tocca ad altri prodotti.

Sono stati richiamati dalla vendita per la presenza riscontrata di Escherichia coli dela scamorza, con confezioni di 400 grammi ciascuna, dove è presete il formaggio a fette. Il marchio con sono venduti sono sia Coop che Parmareggio prodotti dallo stabilimento di Modena.

I lotti interessati sono 25L18341 della Scamorza bianca a fette Coop da 140 g X 10 con scadenza al 12 novembre 2018 e lotto 25L18345 di scamorza bianca 17 novembre 2018

La presenza di Escherichia coli è stato trovato nella materia prima utilizzata dopo le analisi e la segnalazione dalle Asl 2 Napoli Nord. 

Altra marca importante

Con la salmonella non si scherza perché il rischio che si corre per la salute è evidente. Ma se fino a questo momento sono state le uova le principali indiziate del contagio, questa volta il Ministero della Salute punta l'indice contro i croissant Bauli ovvero un prodotto industriale e largamente consumato dalle famiglie italiane, soprattutto dai più piccoli. Immediato allora il richiamo di un lotto di croissant a lievitazione naturale con crema al latte. Come si legge nel testo dell'avviso del dicastero, il rischio microbiologico è tale che ha portato al richiamo. Più esattamente nelle famose merendine è stata rilevata la presenza di salmonella spp.

A diffondere l'avviso è stato allora il Ministero della Salute e occorre evidentemente seguire con attenzione le indicazioni ovvero non consumare il prodotto e restituirlo al punto vendita d'acquisto. Il dicastero, a scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza, raccomanda di non consumare le merendine con i numeri di lotto e le scadenze segnalate. Più esattamente sono quelle vendute in confezioni da 300 grammi (in pratica le confezioni con 6 merendine di 50 grammi ciascuna), con il numero di lotto LA8312BR e la scadenza prossima ovvero il 30 novembre 2018. I croissant richiamati sono stati prodotti da Bauli Spa a Castel D'Azzano, in provincia di Verona, nello stabilimento di via Verdi 31.

La salmonellosi è la malattia legata a questo patogeno che, dati alla mano, prende di mira soprattutto uomini con neonati, anziani e persone con sistema immunitario compromesso in prima linea. Nel caso di contagio, i sintomi si presentano come diarrea, febbre e dolori addominali e compaiono a distanza di 12-72 ore dal consumo di un alimento contaminato, anche nel caso di un semplice croissant Bauli su cui è stata rilevata la presenza di salmonella spp. Il decorso della malattia dura dai 4 ai 7 giorni e nella maggior parte dei casi ha una evoluzione benigna senza bisogno di assumere farmaci. Di conseguenza occorre innanzitutto non perdere la calma e quindi rivolgersi a un medico.

Sulla vicenda stanno prendendo posizione anche le associazioni per la tutela dei consumatori, come lo Sportello dei diritti, il cui presidente Giovanni D'Agata invita naturalmente a non consumare e far consumare il prodotto nel caso di acquisto. Tutti gli altri prodotti Bauli diversi da quelli indicati nel lotto incriminati, possono essere consumati.

E ulteriore prodotto famoso

Questa volta nella rete del richiamo di prodotti alimentari dagli scaffali dei supermercati è finito il tonno in scatola. Esattamente il Mareblu in olio di oliva per un possibile difetto nel packaging. Non ovunque perché almeno fino a questo momento l'avviso della presenza del problema di produzione e di integrità che potrebbe compromettere la qualità del bene alimentare coinvolge solo la catena di supermercati Il Gigante. Da qui il consiglio a tutti i consumatori che nei giorni scorsi hanno effettuato l'acquisto di non consumare il tonno coinvolto dal richiamo. Non sono stati forniti dettagli sui rischi se non il suggerimento di non metterlo a tavola e di riportarlo al punto vendita per la sostituzione e il rimborso.

Più nel dettaglio, il prodotto coinvolto è quello nella confezione da 12 scatolette dal peso di 80 grammi ciascuna. L'informazione da verificare è la data di scadenza del prodotto, fissata al 5 gennaio 2023. La decisione del richiamo - rende noto Il Gigante nella comunicazione ufficiale del ritiro del tonno in olio di oliva dagli scaffali dei suoi supermercati - è stata assunta perché Mareblu è venuta a conoscenza di un potenziale problema di produzione legato all'integrità del packaging che potrebbe compromettere la qualità del prodotto.

In ogni caso ci tiene a precisare, il richiamo non riguarda altri prodotti a firma Mareblu e altre date di scadenza del tonno in olio di oliva così come altri marchi dello stesso comparto.

Ulteriori richiami

Ancora una volta è stato richiamato del pesce e ancora una volta come per altri cibi ed alimenti per salmonella. In questo caso si tratta di pesce spada affumicato della Bernardini Gastone richiamato dagli scaffali dal Ministero per i lotti 03082018 e 09082018 con scadenza 02/12/2018. 
Ma solo questo mese ci sono stati numerosi richiami, sempre per salmonella, e siamo solo ametà del mese di Ottobre. Vi sono state le uova della Ovo Fucens Soc. sempl e delle salsicce del marchio Macelleria Partenzi.