Sconti supermercati e potenziali rischi consumatori. La verità in nuova indagine Iene

Il suggerimento è di spezzare la dipendenza economica dei fornitori che spinge la grande distribuzione organizzata a imporre loro un prezzo antieconomico.

Sconti supermercati e potenziali rischi

Fornitori vessati dai supermercati della gdo?

"Io vorrei che quando le persone andassero al supermercato si chiedessero come fa un prodotto a costare così poco". Parte dall'esortazione di un dipendente di un supermercato della grande distribuzione organizzata la nuova inchiesta della trasmissione televisiva Le Iene sulla vita di tutti giorni. Perché tutti, con frequenza variabile, andiamo al supermercato per fare la spesa, anche perché attratti da offerte, sconti e prodotti sempre più economici. Eppure dietro questi prezzi così stracciati può nascondersi una doppia verità inquietante. Da una parte c'è quella più propriamente lavorativa con i fornitori che sarebbero costretti ad accettare le condizioni della grande distribuzione organizzata di abbassare i prezzi di vendita e dall'altra c'è quella sui prodotti finali che finirebbero per non mostrare più la qualità originaria. E il motivo è presto detto: la necessità degli stessi fornitori di risparmiare e rientrare nelle spese.

Fornitori vessati dai supermercati?

Anno dopo anno peggiorano i rapporti tra fornitori e supermercati della grande distribuzione organizzata con i primi che sono costretti ad accettare le condizioni e i secondi che devono alzare l'asticella della convenienza delle offerte per rimanere sempre più competitivi. E la situazione ha raggiunto livell tali che gli stessi fornitori non solo sarebbero obbligati a proporre sconti super vantaggiosi, ma anche ad applicare in maniera retroattiva. Stringere la cinghia è solo il minimo perché nel peggiore dei casi la via della chiusura dell'attività o comunque dell'interruzione dei rapporti con la grande distribuzione organizzata è pressoché obbligata. Nel corso del servizio sono tante le testimonianze raccolte, come quella dell'imprenditore che riforniva un supermercato di oltre 30 quintali di pere all'anno e che era arrivato a subire fino al 38% di sconto retroattivo. E dinanzi al rifiuto, il contratto di lavoro è stato stracciato.

A quel punto l'uomo ha chiesto giustizia all'Antitrust e l'ha anche ottenuta. La grande distribuzione organizzata è stata infatti condannata a risarcirlo di circa 700.000 euro ovvero dell'importo pari agli sconti non dovuti e applicati nel corso di tutti quegli anni. La consolazione è solo relativa, considerando che l'imprenditore è stato costretto a chiudere la sua attività.

I rischi per i consumatori, la perdita di qualità

C'è poi un dato di cui tenere conto: oltre il 70% di quanto acquistiamo per le nostre tavole arriva da supermercati e discount. E le offerte e i super sconti, anche su prodotti rinomati, non sono garanzia di qualità. Come viene spiegato nel servizio, queste promozioni al limite dell'esagerazione incidono sulla qualità del prodotto, perché da qualche parte bisogna tagliare. Cosa fare per risolvere la situazione? Il suggerimento è di spezzare la dipendenza economica dei fornitori che spinge la grande distribuzione organizzata a imporre loro un prezzo antieconomico. Il primo passo è denunciare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, al pari di quanto fatto dall'imprenditore intervistato e chiedere un risarcimento, così come è avvenuto nel caso concreto.

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di Luigi Mannini pubblicato il