Sergio Marchionne, il suo ultimo acquisto prima di morire. E paura operai italiani e ricordo carabinieri

L'acquisto di 2.138 titoli per una spesa complessiva di 180.000 dollari. Inevitabile il ricordo del Marchionne fumatore, sempre vicino all'industria del tabacco.

Sergio Marchionne, il suo ultimo acquist

Vicino a Philip Morris


No, non si tratta di un aneddoto, ma dell'ultima mossa in Borsa di Sergio Marchionne prima della degenza che lo ha poi condotto alla morte. E con una certa sorpresa non ha riguardato Fca di cui era amministratore delegata. Il 9 maggio aveva infatti acquistato un pacchetto di azioni della Philip Morris International, la multinazionale delle sigarette Marlboro. Esattamente 2.138 titoli per una spesa complessiva di 180.000 dollari. Inevitabile allora il ricordo del Marchionne fumatore, sempre vicino all'industria del tabacco.

Vicino a Philip Morris

Andando a sfogliare la sua biografia, viene anche fuori che tra il 2007 e il 2010, è stato anche consigliere della banca svizzera Ubs, il cui ex presidente Mathis Cabiallavetta è stato in Philip Morris negli stessi anni di Marchionne. Tra l'altro la multinazionale è stata per molti anni uno dei principali sponsor della Ferrari in Formula Uno. Dopo il divieto di spot per il fumo ha comunque finanziato la Rossa.

La scalata fino a Fca

Sergio Marchionne, originario di Chieti dov'era nato il 17 giugno 1952, si trasferisce a 14 anni in Canada con la famiglia. Il padre Concezio era stato maresciallo dei carabinieri. L'adolescenza introversa, poi tre lauree in Canada: filosofia, legge, un master in business administration. Ottenuti alcuni incarichi manageriali, nel febbraio 2002 diventa ad della Sgs di Ginevra, azienda leader nei servizi d'ispezione e verifica. Prenderà poi la residenza in Svizzera. Dal giugno del 2004 è amministratore delegato della Fiat. Risolleva l'azienda da una crisi gravissima, riuscendo a separarla da General Motors. Rilancia la produzione all'estero, con durissimi scontri sindacali in Italia, referendum aziendali e l'uscita da Confindustria, giungendo al pieno controllo di Chrysler nel corso del 2014.

A conti fatti, sono quasi tre i lustri trascorsi da Sergio Marchionne al fianco della famiglia Agnelli: divenne membro indipendente del Consiglio di amministrazione di Fiat (oggi Fca) nel maggio del 2003, per volere di Umberto Agnelli, e assunse poi il ruolo di amministratore delegato dal primo giugno del 2004, succedendo a Giuseppe Morchio. Dall'ottobre del 2014 aveva sostituito Luca Cordero di Montezemolo nella presidenza di Ferrari. E c'è un passaggio storico che vale la pena ricordare: il 9 giugno 2009, a Washington, nell'ufficio della Fiat, dopo una trattativa con il Ministero del Tesoro americano e la task force del presidente Barack Obama, è stato firmato l'accordo per assorbire la Chrysler.

Marchionne diventa amministratore delegato, Robert Kidder è presidente. L'accordo preliminare non vincolante tra Chrysler e Fiat era stato firmato a gennaio dello stesso anno.