Spiagge libere i sindaci sono al lavoro per riapertura pur con coronavirus. Ecco come saranno

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Spiagge libere i sindaci sono al lavoro

Coronavirus: come riaprire le spiagge libere

A differenza di quelle private, in cui i gestori degli stabilimenti delimitano le aree, nelle spiagge libere a rivelarsi decisivo è il comportamento delle singole persone.

Mancano meno di due mesi all'arrivo dell'estate e a essere preoccupati dell'andamento della stagione più spensierata dell'anno non sono solamente i vacanzieri, ma anche i proprietari degli stabilimenti balneari e le stesse cittadine che vivono di turismo.

Senza dubbio la prossima sarà un'estate diverse dalle precedenti, ma tutti gli attori interessati chiedono di riavviare in modo graduale il settore turistico balneare.

A oggi, le modalità e le tempistiche dell'apertura della stagione sono sconosciute poiché il governo e le varie regioni non hanno ancora definito i dettagli.

Iniziano però a moltiplicarsi le iniziative private ovvero quelle di comuni che suggeriscono nuovi modi per riaprire le spiagge nonostante il coronavirus non sia stato ancora debellato.

C'è infatti un problema ulteriore di cui tenere conto ed è quello delle spiagge libere. A differenza di quelle private, in cui i gestori degli stabilimenti delimitano le aree e predispongono i servizi per assicurare il distanziamento sociale, in quelle libere a rivelarsi decisivo è il comportamento delle singole persone. Vediamo in questo articolo

  • Coronavirus: come riaprire le spiagge libere
  • Nuove idee dei sindaci per la riapertura

Coronavirus: come riaprire le spiagge libere

Occorre innanzitutto rilevare che non tutti i sindaci la pensano allo stesso modo. C'è chi crede che le spiagge libera non devano riaprire poiché non ci sono le condizioni per assicurare una balneazione in sicurezza e chi invece è favorevole alla riapertura.

Pensiamo ad esempio al primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, secondo cui chiudere le spiagge libere significherebbe permettere di andare al mare solo ai più abbienti, quelli in grado di pagare per un posto al sole attraverso gli stabilimenti balneari. Insomma, dare a tutti la possibilità di andare al mare.

Facile allora credere che si arriverà a un compromesso ovvero a spiagge libere sorvegliate e con accesso regolamentato per assicurare sicurezza e ordine pubblico. Per farlo saranno però necessario nuove forze tra bagnini, volontari e personale comunale.

Le spese da affrontare potrebbero però rivelarsi insostenibile, anche tenendo conto del minore afflusso di turisti.

Tra le idee da segnalare c'è quella del sindaco di Bordighera, nella riviera ligure di ponente, Vittorio Ingenito, secondo cui il monitoraggio delle spiagge potrebbe essere affidato alle persone che ricevendo il reddito di cittadinanza.

Nuove idee dei sindaci per la riapertura

Non mancano insomma le idee sulla gestione delle spiagge libere, come quella del sindaco di Maiori, sulla costiera amalfitana, secondo cui potrebbero essere installati stalli per delimitare le distanze e con gli agenti della polizia municipale e i droni a girare tra i bagnanti per verificare la correttezza dei comportamenti.

E se gli ormai famosi pannelli di plexiglass sulla spiaggia per la creazione di box chiusi sembra essere stata bocciati per via dell'effetto sauna che potrebbero provocare, c'è chi propone pannelli di tessuto, traspiranti e antibatterici. L'idea è di un'azienda di Cattolica, in Romagna.