Telefonia fissa e cellulari cambiare operatore, nuove regole. Costi minori e consumatori più difesi

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha stabilito che le spese di recesso non possono essere più alte il canone mensile. Ecco tutti i cambiamenti.

Telefonia fissa e cellulari cambiare ope

Ecco quando è possibile recedere gratis

Arrivano le Linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell'utenza nei contratti per adesione che tradotte in parole molto semplici significa maggiore facilità per gli utenti nel cambiare operatore di telefonia o tv. L'obiettivo dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è stato chiaro: tutelare i consumatori. Esiste infatti un problema che troppo di frequenze si presenta: le spese di recesso o cambio operatore superiori al canone mensile pagato dall'utente. Si tratta di una incongruenza se non di un vero paradosso che paralizza le azioni dei consumatori e ha fatto saltare dalla sedia i commissari dell'Agcom.

Ecco quando è possibile recedere gratis

Cambiano allora le regole per il recesso se l'operatore cambi unilateralmente le condizioni contrattuali e qualunque sia la ragione (quasi sempre per la necessità di affrontare nuovi costi e mantenere lo stesso margine di profitto oppure per mantenere un preciso livello concorrenziale), al cliente deve essere concessa la possibilità di fare un passo indietro senza spendere un solo centesimo. Non solo, ma negli altri casi ovvero laddove è il consumatore a voler recedere dal contratto pur senza un cambiamento delle condizioni da parte dell'operatore, sono previste tutele maggiori. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha stabilito che le spese di recesso non possono essere più alte il canone mensile: questo riferimento permette di evitare che gli operatori addebitino agli utenti spese non proporzionate al valore del contratto.

Un altro passaggio fondamentale è lo stop alla consuetudine per cui agli utenti è richiesta la restituzione degli sconti goduti. Si tratta di un'altra forzatura a cui l'Agcom dice no. Da adesso in poi gli operatori possono chiedere la restituzione, ma in una misura inferiore ovvero in maniera equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione. Infine, ma non di minore importanza, gli utenti che recedono dal contratto (e cambiano operatore) possono scegliere se continuare a pagare le rate residue o saldare tutto subito. Le Linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell'utenza nei contratti per adesione hanno anche previsto che la durata della rateizzazione dei servizi non può essere superiore a 24 mesi.

Le spese per i costi degli operatori non vanno scaricate sugli utenti

Da segnalare il rafforzamento degli obblighi informativi e di comunicazione con la fissazione dell'obbligo per gli operatori di rendere note tutte le spese che l'utente deve sostenere in corrispondenza di ogni mese in cui il recesso potrebbe essere esercitato. Come spiegato dal commissario Agcom, Francesco Posteraro, l'attività di vigilanza ha fatto emergere profili critici legati alla prassi degli operatori di imputare agli utenti costi di recesso non commisurati al valore del contratto e alle reali spese sostenute per la disattivazione della linea e per il trasferimento ad altro operatore. Da qui la decisione di redigere le nuove Linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell'utenza nei contratti per adesione.

Ti è piaciuto questo articolo? star

Commenta la notizia
di Luigi Mannini pubblicato il