Msc Seaside orgoglio italiano parte da Miami. Ma è emergenza litorali e acqua contaminate in Italia

Ispirata agli appartamenti di Miami che si affacciano sul mare, Msc Seaside presenta caratteristiche innovative rispetto alle altre navi da crociera.

Msc Seaside orgoglio italiano parte da M

Msc Seaside: com'è


Una nave da crociera nuova, innovativa, un orgoglio italiano che piace e stupisce per diversi motivi, mentre nel frattempo è emergenza per le coste e il mare italiano per il troppo inquinamento

Che spettacolo Miami con la cerimonia di inaugurazione della Msc Seaside. Ecco, dinanzi a una nave da crociera di queste dimensioni e con tali contenuti non potevano che essere presenti ospiti di primissimo piano, come il masterchef Joe Bastianich, l'attrice Sofia Loren, i cantanti Andrea Bocelli e Ricky Martin, il quarterback Dan Marino. Non dimentichiamo che stiamo parlando della nuova ammiraglia di Msc Crociere pensato per il mercato nordamericano. Ed è stata proprio lei la stessa dell'evento. Ispirata all'architettura e allo stile di vita di Miami, la nave ha casa proprio nelle acque del sud della Florida e offre un intrattenimento di livello mondiale, una proposta gastronomica internazionale, una spa, facilitazioni per le famiglie, uno yacht club privato e ampi spazi esterni.

Piano industriale senza precedenti

Con i suoi 323 metri di lunghezza e una stazza lorda di 154.000 tonnellate, la nave può ospitare fino a 5.179 ospiti. Msc Seaside è la prima delle due identiche nella generazione Seaside. La sua nave gemella - Msc Seaview - entra in servizio nella primavera 2018 e sarà posizionata nel Mediterraneo occidentale, mentre una terza unità potrebbe essere consegnata entro il 2021. La nave fa parte di un piano industriale senza precedenti ed è perciò destinato a passare alla storia: 10,5 miliardi di euro.

Msc Seaside: com'è e perché piace così tanto

Ispirata agli appartamenti di Miami che si affacciano sul mare, Msc Seaside presenta caratteristiche innovative rispetto alle altre navi da crociera. Dal punto di vista tecnico, Msc Seaside ha una stazza lorda di 154.000 tonnellate e una capacità di 5.179 passeggeri. La nave offre cabine modulari capaci di ospitare gruppi e famiglie fino a un massimo di dieci persone, suite angolari con vista sul mare, cabine dotate di terrazze private che affacciano sul pontile e lussuose suite con vasca idromassaggio esterna. Due passerelle in vetro e un Ponte dei sospiri a 40 metri di altezza offrono una costante vista sull'oceano. Un pontile sul lungomare ruota attorno allo scafo mentre gli ascensori panoramici collegano i vari ponti esterni. E poi fanno bella mostra la pista da bowling regolamentare, il cinema XD, la più lunga zip line sul mare, l'aqua park interattivo con cinque scivoli acquatici.

Oltre all'intrattenimento per bambini, che dura tutto il giorno e per ogni età, e sei aree dedicate ai bambini e ai ragazzi di tutte le età, gli ospiti possono anche prendere parte al Doremi Family Cinema e a un nuovo buzzer game. Msc for Me è il programma di innovazione digitale che utilizza la più recente tecnologia all'avanguardia per connettere i crocieristi alle attività preferite sia in mare che a terra. E come accennato, l'offerta gastronomica fa la differenza per via della presenza di ristoranti internazionali. Uno tra i più rinomati è l'Asian Market Kitchen del famoso chef pan-asiatico Roy Yamaguchi. Poi c'è un ristorante lussuoso di pesce, Ocean Cay, una steakhouse in stile americano, il Butcher's Cut e un nuovo bistrot francese, La Bohème.

L'orgoglio di Seaside e l'allarme lanciato su inquinamento mare e spiaggie italiane

Siamo tutti d'accordo sul fatto che la plastica sia un elemento utile e che abbia semplificato tanti piccoli problemi quotidiani. Ma evidentemente dall'uso si è passati con troppa facilità all'abuso e, come emerso con chiarezza dal worskhop "Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa", adesso si pone un problema grande come una casa. Perché gli impianti di depurazione delle acque reflue non sono in grado di trattenere microplastiche dalle dimensioni inferiori a 5 millimetri. Il risultato è presto detto: i frammenti prodotti dalla degradazione delle plastiche rappresentano adesso il 46% dei rifiuti rinvenuti lungo le spiagge italiane. In alcune località italiane sono stati raccolti fino a 18 oggetti di plastica per metro quadro, con nel nostro litorale trovati oltre 100mila cotton  fioc

Il classico esempio è quello dei cotton fioc, nemici giurati dell'ambiente e neanche così tanto efficaci per la pulizia delle orecchie. La stima dell'Enea è da brividi: ce ne sono almeno 100 milioni di cotton fioc. Dal punto di vista scientifico, le maggior parte delle plastiche è costituita da polimeri termoplastici come polietilene e polipropilene.I polimeri non degradabili, in particolare, sono diventati un problema ambientale primario. Sotto il profilo economico, ci pensano i dati dell'Unep (United nations environment programme) a rivelare che l'impatto è di 8 miliardi di euro l'anno e la spesa europea per la pulizia annuale delle spiagge ammonta a circa 412 milioni di euro.

C'è poco da stare tranquilli quando l'Enea introduce e conclude la sua ultima ricerca con le parole un mare di plastica. Significa che la situazione dei nostri mari e delle nostre spiagge è critica. Non è solo un problema di quantità di spazzatura che si trova dove non dovrebbe affatto stare. Ma di qualità ovvero di dannosità dei rifiuti che ogni anno vengono raccolti. L'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile parla molto chiaro: oltre l'80% dei rifiuti raccolti sulle spiagge italiane è rappresentato da plastiche e microplastiche che minacciano l'ambiente, l'ecosistema e la salute dell'uomo. Una quota eccessiva perché si tratta di materiale difficilmente smaltibile e per la cui gestione quotidiana occorre un supplemento di attenzione da parte di tutti i cittadini.

Entro il 2050 nel mare più plastica che pesci

Mettendo per un attimo da parte l'eccessiva quantità di plastica che ci circonda secondo la logica imperante dell'usa e getta, ci sono ragioni ben precise individuate da Enea - che ha organizzato l'evento romano di presentazione in collaborazione con Accademia dei Lincei e Forum Plinianum - per cui alcune località della nostra costa esibiscono un imbarazzante tappeto di rifiuti di plastica. Come argomentato dal ricercatore Loris Pietrelli del dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali, da una parte c'è la mancata o l'insufficiente depurazione dei reflui urbani. E in questo caso le responsabilità sono pubbliche da rimpallare tra amministrazioni comunali, società incaricate della gestione dei depuratori e Stato.

Dall'altra ci sono i nostri comportamenti di tutto i giorni, troppe volte distratti. Anche le grandi discariche sono il risultato di tanti piccoli rifiuti. Di questo passo, è la stima di Enea, entro il 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci. Il Mar Mediterraneo rischia allora di raggiungere i livelli di inquinamento del Pacific Trash Vortex, l'isola di plastica nell'Oceano Pacifico. Indispensabile allora trovare il modo per riutilizzare le plastiche, migliorare la normativa e rendere più efficaci i programmi di gestione sostenibile.