Nucleare, deposito rifiuti non c'è ancora. Politici perdono tempo. Più rischi. Cosa succede

Il tutto avviene in un contesto di efficienze e di perdita di denaro pubblico, come ricordano le sentenze della Corte dei Conti e i rapporti della commissione Ecomafie su Sogin.

Nucleare, deposito rifiuti non c'è a

Necessaria la messa in sicurezza dei rifiuti


Sono già tre gli anni di attesa dell'area dove ricavare un deposito nazionale per stoccare i rifiuti di vecchio atomico e sanità. Non si tratta affatto di uno scherzo sia per un ragione di sicurezza perché in assenza di un deposito scarti si continua ad andare avanti a suon di stoccaggi temporanei. In seconda battuta perché l'Italia diventa così passabile di una multa da parte dell'Unione europea. Una prospettiva tutt'altro che rassicurante per il Paese e per la politica che sembra continuare a perdere tempo senza individuare la soluzione. E in questo scenario tutt'altro che rassicurante arriva anche la beffa: l'assenza di personale per smantellare i reattori a rendere ancora più ingessata la situazione.

Quale politica nucleare

Perché poi tra le tante questioni al centro del pensieri la politica italiana, non c'è spazio per il nucleare e la gestione dei rifiuti. Diventata un'emergenza per via del continuo rinvio della costruzione di un deposito nazionale che conservi gli scarti del passato atomico italiano in un solo posto, a poco sembra servire la procedura d'infrazione avviata dalla Commissione europea per mancanza di un programma di gestione dei rifiuti nucleari. L'invito all'azione non è stato raccolto e il rischio concreto è di ricevere una sonora multa per inadempienze. E anche se arrivasse il via libera, la costruzione non sarà di certo imminente.

Servono infatti otto anni tra tra consultazione pubblica, progettazione definitiva, autorizzazioni e realizzazione fisica, per concludere le operazioni. Il tutto avviene in un contesto di efficienze e di perdita di denaro pubblico, come ricordano inesorabilmente le sentenze della Corte dei Conti e i rapporti della commissione Ecomafie su Sogin, la società partecipata dal Ministero dell'Economia responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.

Necessaria la messa in sicurezza dei rifiuti

Come dichiarato al Senato Maurizio Pernice, direttore dell'Ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, in occasione dell'audizione sulla gestione e messa in sicurezza dei rifiuti nucleari sul territorio nazionale, la gestione dei rifiuti nucleari è essenziale per garantire la massima sicurezza a impianti in fase di disattivazione e decommissioning. Per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini è necessaria la messa in sicurezza dei rifiuti presso le centrali nucleari che hanno cessato la propria attività negli anni ottanta (Trino, Latina, Garigliano e Caorso) e di quelli che si trovano presso siti ricerca o produzione di combustibile.