Numerosi assegni scovati nei rifiuti. Cose non dette e altri strani casi su assegni da leggere

Gli operai hanno visto transitare sulla linea di selezione del materiale vetro, plastica e lattine, una mazzetta di assegni in un sacchetto di plastica.

Numerosi assegni scovati nei rifiuti. Co

74 assegni in un sacchetto di plastica


Numerosi assegni sono stati trovati nei rfiuti in ua stroa assolutament strana che potrebbe celare anche qualcosa di più.- E non c'è solo questa storia strana....
 

La scoperta di 74 assegni nell'immondizia è stata casuale. O meglio, rientra nella quotidiana attività di lavoro del personale di una ditta di Fusina, nel comune di Venezia, incaricata del recupero dei rifiuti. Il problema è presto risultato duplice perché, dopo le necessarie verifiche da parte delle forze dell'ordine, contattate dall'azienda, è risultato che i titoli sono stati rubati a una ditta di gas del Padovano. Si tratta insomma di una vicenda di cui vanno ancora chiariti molti punti e di cui il salvataggio e la riconsegna rappresentano solo i fatti più eclatanti che le hanno permesso di guadagnare l'attenzione dei media locali.

74 assegni in un sacchetto di plastica

Il tutto ha preso le mosse quando sul rullo di trasporto della ditta di recupero rifiuti di Fusina, gli operai hanno visto transitare sulla linea di selezione del materiale vetro, plastica e lattine, una mazzetta di assegni in un sacchetto di plastica. E mica pochi perché, messi uno dietro l'altro, sono stati 74. La partita è risultata quindi piuttosto grossa e non ci sono stati dubbi: avvertire le forze dell'ordine del ritrovamento era la cosa giusta da fare. Nel giro di poco tempo si sono ritrovati faccia a faccia gli uomini della questura e l'amministratore delegato della ditta per la ricostruzione dei fatti che ha portato al ritrovamento della partita di assegni.

La ricostruzione dei fatti

A quel punto sono scattate le indagini e alla polizia è bastato poco per risalire all'azienda fornitrice di gas del Padovano che ha emesso gli assegni. Gli accertamenti hanno svelato come la titolare della ditta fosse stata derubata dell'incasso della giornata e - come ricostruisce nero su bianco la questura - di un borsello contente appunto i 74 titoli di credito. Ecco allora che il passaggio successivo delle forze dell'ordine è stato quello di contattare l'azienda, raccontare i fatti e l'insolita modalità del ritrovamento degli assegni, prima della consegna. Nulla da fare per i contanti spariti, rispetto a cui è verosimile credere come sarà difficile rientrarne in possesso perché nelle immediate disponibilità di spesa dei ladri.

Ecco, proprio l'individuazione degli autori del furto è il tassello mancante di questa vicenda. Per ora dalla questura non è trapelata alcuna informazione, ma anche in questo caso è lecito scommettere come le forze dell'ordine siano giù sulle loro tracce, magari grazie proprio al rinvenimento di questi 74 assegni di cui evidentemente non sapevano proprio cosa fare. L'auspicio è di avere presto nuovi dettagli.

E aumentano gli assegni clonati

Crescono le frodi creditizie in Italia e solo nei primi sei mesi del 2017 vi sono stati 11mila casi con una crescita di quasi il 40% in modo particolare con il vechio sistema, o ì, comunque, da molti considerato vecchio, degli assegni. Vi sono stati circa 60 episodi al giorno di truffa con assegni circolare per un totale di 80 milioni di euro.

Vi sono due sistemi principali che vengono usati per portare avanti le truffe con gli assegni circolari. Il primo è l'intercettazione dell'assegno quando è stato spedito via posta, mentre il secondo è una ver e propria falsificazione con una riproduzione perfetta creata.

In tutti e due i casi, la frequenza e la facilità delle frodi, che ha portato anche all'aumento, avviene grazie alla sottrazione dei dati personali, soprattutto tramite Internet che poi vegnono riporodtte su documenti falsi.

Occorre, dunque, la massima attenzione non tanto e non solo per i propri documenti personali, ma soprattuto per i dati che si mettono a disposizione online per non cadere in queste truffe dove nel secondo caso si perdono soldi propri, mentre nel primo non arrivano il denaro che spetterebbe e poi reuperarlo non è affatto semplice come procedimento da seguire che può cambiare a seconda deui casi, ma tutto deve partire sempre da una denuncia.

E un'altra storia di soldi certamente vergognosa successa settimana scorsa

Ancora una brutta storia di raggiri in ambiente domestico. E a rimanere vittima è anche questa volta una persona anziana che si sarebbe vista prosciugare il conto contro la sua volontà ovvero a propria insaputa. Siamo Fratta Terme, località del comune di Bertinoro, nella provincia di Forlì, e qui - stando alla ricostruzione dei carabinieri - il protagonista di questa vicenda è un ex commerciante 90enne. Avrebbe staccato una serie di assegni a favore di una 45enne marocchina per un totale di 160.000 euro. Il tutto senza la sua volontà. Perché l'accusa nei confronti della donna, alla quale lo stesso pensionato aveva dato in affitto l'appartamento sotto il suo, è di circonvenzione incapace e appropriazione indebita.

Le indagini degli uomini dell'Arma della Compagnia di Meldola, sono andati avanti per oltre un anno e mezzo e a far suonare il campanello d'allarme sono stati gli avvisi della banca ai nipoti dell'anziano pensionato. Quegli assegni staccati a ripetizione, da 10.000, da 50.000 e da 80.000 euro non potevano passare nell'indifferenza. E a poco è servita la strategia della donna di procedere per gradi. Il legame con l'uomo è presto detto: quest'ultimo è il suo affittuario dell'appartamento proprio sotto il suo a Fratta Terme. Inevitabile che vista la vicinanza fisica, tra i due il rapporto si facesse più stretto ovvero la 45enne avrebbe iniziato a fare qualche piccolo favore domestico all'anziano.

Il problema è che nel tempo l'età ha iniziato a farsi sentire e l'uomo è stato sempre più soggetto a problemi fisici e di salute, fino alla perdita della necessaria lucidità. Ed è proprio a quel punto che, in base alla ricostruzione effettuata dai carabinieri che naturalmente dovrà essere dimostrata davanti a un giudice, la donna avrebbe colto la palla al balzo attuando il suo piano. La prima mossa sarebbe stata quella di farsi consegnare la carta di credito per andare a fare la spesa. Peccato solo che l'estratto conto riferiva piuttosto dell'acquisto di elettrodomestici e prodotti tecnologici, tra televisori, lavatrici e smartphone, per una spesa complessiva di diverse migliaia di euro.

Un passo dopo l'altro, ecco l'apertura di più conti correnti aperti, ma non solo nel territorio d'origine, ma anche in banche a Milano e Trento, forse nel tentativo di nascondere il denaro, il trasferimento di fondi in Marocco, l'attivazione di una polizza vita da 50.000 euro. I carabinieri sono riusciti a rintracciare e sequestrare oltre 140.000 euro, della restante parte non c'è traccia. La donna, dipendente di un'azienda alimentare locale e in Italia da una decina di anni, deve appunto rispondere di circonvenzione di incapace e appropriazione indebita.







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di Chiara Compagnucci pubblicato il