Olio extravergine di oliva sequestrato per ben 2 tonnellate. Tanti i misteri

L’accusa è quella di frode in commercio e anche in questo caso non sono state diffuse le informazioni necessarie per consentire ai consumatori di conoscere il nome dell’azienda e i lotti da evitare

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Altro caso di contraffazione alimentare. L'olio extravergine di oliva in realtà era olio di semi


L’ultimo caso, in ordine cronologico, di contraffazioni alimentari riguarda l’olio extravergine di oliva. Anche in questo caso il canovaccio è lo stesso. Qualcuno prova a frodare su uno dei prodotti alimentari più importanti della filiera italiana. Un protagonista assoluto anche della dieta mediterranea. Ebbene questa volta sono stati sequestrati ben 2 tonnellate di olio extra a un’azienda di Sarno della quale però non si conosce né il nome, né i lotti incriminati a tutto svantaggio dei consumatori che sono costretti a brancolare nel buio con il rischio di finire vittima di una psicosi. Vediamo dunque nel dettaglio in cosa consiste questa vicenda che riporta all’attenzione un tema molto delicato e che, quando si tratta di sequestri così importanti, presenta tanti, forse troppi, misteri.

I tanti misteri del sequestro di 2 tonnellate di olio extravergine

Sarà forse una coincidenza, ma quando si tratta di sequestri di una certa importanza, le informazioni che i consumatori, vittime innocenti delle contraffazioni alimentari. Forse si possono spiegare utilizzando questa chiave interpretativa per spiegare il perché dei tanti misteri sorti intorno al maxi sequestro di 2 tonnellate di olio extravergine di oliva messo in campo dalla Guardia di Finanza in un’azienda di Sarno. L’accusa è quella di frode in commercio e anche in questo caso non sono state diffuse le informazioni minime per consentire ai consumatori più avveduti di conoscere il nome dell’azienda e i lotti da evitare.

Le fiamme gialle della compagnia di Scafati, per ordine del capitano Nunzio Napolitano hanno piazzato il colpo dopo aver trovato una partita di prodotto che in base alla documentazione esibita, doveva essere extravergine italiano. È bastato un esame di laboratorio effettuato dall’ufficio delle Dogane di Bari, per dimostrare che si trattava di un prodotto adulterato. Altro che qualità. Altro che extravergine italiano. Si trattava di semplice olio di semi e circa duecento litri di questo falso olio extravergine erano già stati imbottigliati e aspettavano solo di riempire gli scaffali della grande e piccola distribuzione. Tre responsabili dell’azienda di imbottigliamento di Sarno sono state denunciate, ma il problema della trasparenza verso i consumatori rimane.

Soprattutto nel mercato dell’olio dove il problema della contraffazione rappresenta davvero un’emergenza tanto è diffuso e tanto è difficile smascherare le truffe. Il consiglio che i consumatori devono sempre tenere in considerazione per difendersi in un mercato che somiglia ogni giorno di più a una vera e propria truffa è quello di evitare i prodotti che costano troppo poco. Poi anche controllare l’origine è un’operazione utile a tale proposito.

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