Pacchi di Natale persi e in ritardo: disagi da Poste e Corrieri

Poste italiane, Sda o qualunque corriere sono responsabili civilmente, in qualità di vettori, della perdita o deterioramento del bene consegnato.

Pacchi di Natale persi e in ritardo: dis

Pacchi di Natale: corrieri in ritardo


Per la prima volta, questo Natale, il viaggio dei pacchi verso la propria destinazione non è andata sempre a segno nei tempi prestabiliti. Infatti i corrieri e la stessa Poste Italiane si sono ritrovati con un carico superiore al previsto, nonostante si fossero preparati a contenere i picchi di ordini online per consegnare in tempo i regali di Natale. Vediamo cosa è successo e come è la situazione attualmente e come risolvere.

C'è qualcosa che non funziona nella filiera degli acquisti perché queste festività di Natale sono state caratterizzate da qualche disservizio di troppo sul fronte della spedizione di pacchi e pacchetti. Mettiamo da parte i problemi interni di Amazon, nel mirino sono finite sia Poste italiane e sia numerosi corrieri. E proprio nei giorni in cui il volume del traffico ha raggiunto il suo picco annuale. Basta leggere le tante segnalazioni inviate alle associazioni dei consumatori per rendersi conto come si tratti di un fenomeno che coinvolge, anche se con intensità differenti, tutte le regioni italiani. Eppure, lo ribadiamo ancora, lo stupore è tanto perché in previsione dell'aumento del numero di spedizioni di cartoline (perché c'è ancora chi le spedisce), lettere di auguri e di pacchi regalo per sé e per altri, il tasso di attenzione avrebbe dovuto essere maggiore.

Il caso del piccolo Matteo

C'è poi un caso che in questi giorni sta facendo parlare di sé. Protagonista suo malgrado è un bambino che sta ancora aspettando di ricevere il regalo della nonna a oltre tre settimane dalla sua spedizione. Il piccolo vive con la mamma in Inghilterra, a Manchester per la precisione e dalla Puglia era partito un pacco con tanto di tracciamento del tragitto e pagamento di un supplemento per la consegna veloce. L'anticipo è stato certamente congruo (il 4 dicembre, come da ricevuta rilasciata dall'ufficio postale di Giovanni D'Agata, in provincia di Lecce) e la spesa extra di 37 euro per accorciare i tempi di recapito sembravano sufficiente per permettere di scartare il pacco regalo il giorno di Natale. Eppure allo stato nulla è arrivato con la conseguente delusione sia di chi l'ha spedito e sia di chi l'avrebbe dovuto ricevere.

Ma non è tutto perché il pacco è scomparsa. Significa che il codice del tracking indicato dal corriere Sda, il corriere di Poste italiane che si occupa delle spedizioni, non porta da nessuna parte e a oggi non si sa dove sia localizzato il pacco. E tra l'altro stiamo parlando di un pacco di 15 chili, non proprio così leggero e facile da smarrire. Per cercare di venirne a capo, ma senza la certezza di arrivare a soluzione, ci sarebbe la possibilità di contattare l'assistenza telefonica. Peccato solo che si tratti di un numero a pagamento. Esattamente quello con prefisso 199 con costi variabili da un minimo di 5,67 a un massimo di 14,49 centesimi di euro al minuto a seconda del giorno e della fascia oraria della chiamata. Insomma, oltre al disservizio si aggiunge anche la beffa non così facile da accettare.

Disservizi con le spedizioni per tutti

E non è tutto perché stando allo Sportello dei Diritti che ha portato alla luce il caso del piccolo Matteo, si tratta solo di uno dei tanti episodi di pacchi smarriti che si continuano a verificare nonostante il miglioramento delle tecnologie e delle tecniche di spedizione. Da qui la doppia raccomandazione del sodalizio a tutela dei consumatori di presentare reclamo, anche attraverso queste associazioni, e di ricordare che Poste italiane, Sda o qualunque corriere sono responsabili civilmente, in qualità di vettori, della perdita o deterioramento del bene consegnato.