Pomodoro pelato Igp è guerra tra Puglia e Campania per chi lo coltiva davvero

Nella scelta dell'appartenenza geografica di un prodotto alimentare conta la coltivazione o la trasformazione? La nuova lite tra Puglia e Campania.

Pomodoro pelato Igp è guerra tra Puglia

Pomodoro pelato Igp è guerra


Provate a rispondere a questa domanda: da dove arrivare il pomodoro pelato? Quello dalla forma allungata, per intenderci. Ebbene, sulla sua provenienza è in corso uno scontro tra la Puglia e la Campania. La prima delle due ha detto no alla seconda sul riconoscimento del marchio di qualità. Si tratta del cosiddetto Igp (Identificazione geografica protetta), richiesto dalle industrie di trasformazione campane all'Unione europea. E la ragione del rifiuto è delle più semplice: questo prodotto non viene coltivato in Campania e di conseguenza si verificherebbe qualcosa di molto simile all'appropriazione indebita. Non solo, ma quote di coltivazione alla mano, il pomodoro lungo è quasi una esclusiva della Puglia, se è vero che il 95% del prodotto arriva dal Tavoliere delle Puglie. Per l'esattezza da Capitanata, in provincia di Foggia. E il resto? Dalle confinanti Molise e Basilicata. Nulla dalla Campania.

Puglia e Campania: scontro sul pomodoro pelato

E allora viene naturale domandarsi da dove arrivano le recriminazioni della Campania. Semplice: la trasformazione dei pomodori raccolti in pomodori pelati avviene anche in Campania. Ma non in maniera esclusiva e neanche predominante perché lo scettro va sul capo della Princes di Foggia, la più grande d'Europa. Per la Puglia ci sono allora motivazioni sufficienti per rigettare la richiesta al mittente ovvero barrare la casella del no alla richiesta di registrazione dell'Igp Pomodoro Pelato Napoli presentata dai produttori campani al Ministero delle Politiche agricole. A detta degli organizzazioni dei produttori del pomodoro di Puglia si tratta di una inappropriatezza ai danni dei consumatori. E poi, dettaglio non di secondo piano, a rimetterci sarebbero proprio le coltivazioni pugliesi che di questo prodotto fanno il loro vanto nel mondo.

Ma c'è chi parla di ripicca

La questione non sembra destinata a esaurirsi qui, anche perché c'è già chi tira in ballo altre ragioni alla base dell'accensione del semaforo rosso da parte della regione del Tavoliere. Si tratta dell'opposizione campana alla riconoscimento del marchio Dop (Denominazione di origine protetta) alla Mozzarella pugliese di Gioia del Colle, nella provincia di Bari. Si tratta però di una ricostruzione negata seccamente dai vertici politici pugliesi che non vogliono sentir parlar di campanili, ma di valutazioni di merito. Perché poi, fanno notare, nella stessa relazione del Comitato promotore Igp Pomodoro Pelato Napoli viene messo nero su bianco come la registrazione di un nome come Igp può basarsi solo sulla sussistenza degli elementi che ne dimostrano l'uso consolidato. E a detta della Puglia si sarebbero gettati da soli la zappa sui piedi perché questo non sarebbe il caso di quello che definiscono il cosiddetto pomodoro pelato di Napoli.

In ogni caso, anche se importante e dal rilevante peso politico, il parere della Puglia non è vincolante. La decisione finale se portare l'istanza sul tavolo dell'Unione europea spetta al Ministero delle Politiche agricole. Così come è accaduto con la vicenda delle mozzarelle.

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