Vuoto a rendere su cauzione per bottiglie acqua e birra ritorna dal 10 Ottobre

Il provvedimento è rivolto alla prevenzione dell'accumulo di rifiuti da imballaggio monouso attraverso l’introduzione di un sistema di restituzione di bottiglie riutilizzabili di acqua o birra

Vuoto a rendere su cauzione per bottigli

Il vuoto a rendere ritorna. Dal 10 ottobre per bottiglie di vetro di acqua e birra


Quelli che hanno qualche anno in più sul groppone ricorderanno sicuramente questa pratica. Che, a rifletterci bene segna uno stacco tra passato, nemmeno tanto passato e presente, quello si molto presente e forse non troppo soddisfacente. Una questione di stile, una questione di rispetto per quell’ambiente che sta diventando, o meglio, è già diventato l’aspetto più importante da salvaguardare per garantire un futuro alle generazioni, al mondo e alla stessa umanità.

Si tratta del vuoto a rendere, una pratica molto in voga negli anni ’70 e ’80 e poi misteriosamente scomparsa. Questa volta il provvedimento rivolto alla prevenzione dei rifiuti di imballaggio monouso attraverso l’introduzione, su base volontaria per un anno, di un sistema di restituzione di bottiglie riutilizzabili di acqua o birra ritorna in auge dal dieci ottobre con qualche piccola differenza.

E cioè che quei bar, ristoranti, alberghi e gli altri punti di consumo che lo vorranno, potranno riutilizzare gli imballaggi, ovvero bottiglie in vetro, plastica o altri materiali, oltre dieci volte prima che questi diventino scarti. Il regolamento pone paletti restrittivi: si parla di contenitori per birre e acqua con un volume compreso tra gli 0,20 e gli 1,5 litri, per un meccanismo che si basa sul sistema del deposito cauzionale.

Vuoto a rendere su cauzione

Lo scopo del vuoto a rendere su cauzione, per il ministro Galletti dovrebbe consegnare alle nuove generazioni un paese proiettato nell’economia circolare. Un passo in avanti che l’Italia, paese che ha sempre dimostrato una spiccata sensibilità per i temi ambientali, non può più aspettare. E proprio per questo si guarda con rinnovato interesse a una pratica come il vuoto a rendere, che già è molto diffusa in altri Paesi.

Nei quali il successo riscontrato è andato a volte oltre ogni più rosea aspettativa. Questo decreto dà una possibilità a consumatori e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi. Una pratica che viene oggi in realtà reintrodotta, come abbiamo già avuto modo di dire, essendo il vuoto a rendere ben noto a quegli italiani che ne hanno fatto esperienza nei decenni passati, quando era pratica diffusa anche in Italia.

Pratica da tempo abbandonata, e che dovrà confrontarsi con un contesto ben diverso: come andrà ad amalgamarsi il vuoto a rendere con il mutato contesto culturale, con il sistema dei Consorzi Conai per la gestione dei rifiuti da imballaggio, con le filiere del riciclo attive nel Paese?

La risposta non si può conoscere né prevedere perché non è così scontata. Proprio per questo il decreto introduce anche un sistema di monitoraggio per valutare la effettiva fattibilità sia tecnica che economico-ambientale del sistema del vuoto a rendere, al fine di stabilire se la pratica sia da confermare, ed eventualmente, estendere ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo al termine del periodo di sperimentazione.

Il dieci ottobre 2018, quando sarà scaduto questa prima fase sperimentale di un anno su base volontaria, ne sapremo di più: nel mentre gli esercenti aderenti all’iniziativa potranno esporre un simbolo all’ingresso dei propri locali per avvertire i clienti della novità. Gli esercenti che decideranno di aderire alla sperimentazione verseranno una cauzione tra 5 e 30 centesimi. Si impegneranno a non aumentare il prezzo al consumo ma assicureranno a loro volta al consumatore la restituzione della cauzione alla riconsegna della bottiglia.

Il ministero dell’Ambiente, secondo quanto riporta l’agenzia Public Policy, ha previsto anche la concessione del patrocinio e l’utilizzo del logo su richiesta degli operatori che realizzano una o più campagne di comunicazione o altra forma di promozione sul sistema del vuoto a rendere.