Aumento stipendi contratti bancari 2020 al via da Marzo. Di quanto è e altre novità

di Marianna Quatraro pubblicato il
Aumento stipendi contratti bancari 2020

Aumento stipendi contratti bancari Marzo quanto novita

Aumenti di 80 euro in busta paga da marzo, incentivi, diritto alla disconnessione e non solo: rinnovato il contratto bancari e coasa prevede

Si faranno sentire dal prossimo mese di marzo gli aumenti in busta paga per i bancari: è stato, infatti, rinnovato il contratto bancari dopo il via libera definitivo da Abi e assemblea dei lavoratori, un percorso che ha subito una netta accelerazione a causa dell’emergenza coronavirus che non ha permesso di portare avanti tutte le assemblee già in programma fino al prossimo 13 marzo. Vediamo di quanto sarà l’aumento dello stipendio dei bancari e ulteriori novità previste per il rinnovo del contratto.


Aumento stipendi contratti bancari 2020 al via da Marzo di quanto

I bancari dal prossimo mese di marzo, dunque, come confermano le ultime notizie grazie all'accordo raggiunto per il rinnovo del contratto bancari, avranno in busta paga un aumento di 80 euro per un importo totale complessivo a regime di 190 euro così divisi:

  • 80 euro dal mese di marzo;
  • 70 euro dal primo gennaio del 2021;
  • 40 euro dal primo dicembre del 2022.  

Aumento stipendi contratti bancari 2020 e altre novità

Non solo aumento in busta paga: il contratto dei bancari si rinnova anche per altri aspetti. Entrando più nel dettaglio del rinnovo dei contratti bancari, insieme all’aumento in busta paga da 80 marzo da marzo, sono previste anche altre novità come:

  • incentivazione sul Fondo per l’occupazione di 3.500 euro per le nuove assunzioni nel Mezzogiorno;
  • cessione del primo e secondo livello con aumento al livello superiore del parametro retributivo;
  • abolizione del salario d’ingresso per i giovani;
  • abbattimento a carico delle aziende della penalizzazione del 10% sul salario di ingresso per i neoassunti;
  • diritto alla disconnessione, vale a dire diritto per i dipendenti di non connettersi alle strumentazioni aziendali al di fuori dell’orario di lavoro;
  • consenso obbligatorio ai trasferimenti per i lavoratori con più di 52 anni di età e 22 di servizio;
  • mantenimento delle tutele già previste, come quelle per l’assistenza a famigliari disabili o in difficili condizioni di salute.

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