Dipendenti Motoroli Minarelli ripresi per troppe commesse dopo essere stati mandati via. Paradossale

Come raccontano le organizzazioni sindacali, sarebbero allora bastati tre mesi all'azienda per rendersi conto di aver esagerato nel fare piazza pulita.

Dipendenti Motoroli Minarelli ripresi pe

Lavoratori Motori Minarelli licenziati


Una storia paradossale, ma anche esplicativa di come certe volte si prendeno decisioni sbagliate, a cui farne le spese sono i dipendenti. Dall'altra parte con le tante crisi che ci sono, è anche una vicenda al momento a lieto fine

Questo è il tipico caso in cui un'azienda assume una decisione sbagliata nel momento sbagliato. Succede a Lippo di Calderara nel Bolognese, dove 58 operai della Motori Minarelli, società del gruppo Yamaha, sono stati licenziati al termine di un lunga vertenza. Tuttavia a distanza di poche settimana dalla scrittura di quella che sembrava essere il capitolo conclusivo di una tormentata vicenda, ecco che 13 di loro ricevono una telefonata dall'azienda. Servono le loro competenze e serve il loro impegno perché c'è tanto da fare e senza di loro è difficile andare avanti e riuscire a evadere gli ordini ricevuti nel mercato degli scooter che evidentemente è in ripresa.

Eppure sono ancora vive le immagini dello sciopero dei lavoratori (oltre 6.000 ore di astensione), la vertenza di tre mesi che ha di fatto coinvolto l'intero territorio così come non si dimentica l'incentivo economico di 75.000 concesso agli operai in cambio della loro uscita. Sarebbero allora bastati tre mesi all'azienda per rendersi conto di aver esagerato nel fare piazza pulita. Come raccontano le organizzazioni sindacali - le stesse che hanno seguito i lavoratori ai tempi della vertenza - parte di loro è stata già contattata per una proposta di riassunzione per via delle difficoltà della Motori Minarelli a smaltire il tanto lavoro e fare fronte ai picchi produttivi. Più nello specifico, l'azienda sta proponendo un contratto a tempo determinato della durata di mesi.

Troppi ordine e pochi lavoratori: situazione paradossale

I pezzi di questo puzzle non sembrano insomma incastrarsi alla perfezione e secondo i sindacati la situazione è adesso paradossale. Ma non del tutto inaspettata considerato che, ricordano le sigle, i lavoratori non avevano condividere il piano industriale proposto dalla Motori Minarelli e avevano previsto regole vincolanti per l'impresa che oggi impongono alla Motori Minarelli di richiamare gli operai licenziati e a non avvalersi di personale precario. Perché proprio questo è il punto: la società non può fare ricorso al personale a tempo. Gli stessi sindacati non credono però all'aumento imprevisto di ordini e puntano l'indice contro i manager aziendali.

La protesta dei sindacati

A detta dei delegati aziendali e di Fim e Fiom. siamo davanti a una strategia inadeguata perché la direzione aziendale ha sempre dichiarato che il ridimensionamento del sito di Calderara e i licenziamenti erano dovuti dalla crisi del mercato e oggi richiamano parte degli stessi lavoratori perché non riescono a evadere le commesse. L'appello lanciato agli operai? Di farsi affiancare da un sindacato serio e strutturato che eviti "che la malagestione e la scarsa pianificazione si scarichino lavoratrici e lavoratori".







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