Buoni pasto 2020 come funzionano. Leggi, regole e normative contratti nazionali

di Marianna Quatraro pubblicato il
Buoni pasto 2020 come funzionano. Leggi,

Come funzionano i buoni pasto 2020

A fare ricorso ai ticket sono soprattutto le piccole medie piccole imprese perché non sono in grado di proporre il servizio di mensa aziendale.

Anno nuovo e leggi nuove anche sui buoni pasto 2020, uno dei capitoli del rapporto di lavoro tra azienda e dipendenti che in passato ha presentato molte incertezze. Ci sono anche due altri attori in questa partita: la società emettitrice degli stessi buoni pasto e gli esercenti autorizzati a riceverli.

A conti fatti, a fare ricorso a questo strumento sono soprattutto le piccole medie piccole imprese (più le seconde che le prime) perché non sono in grado di proporre il servizio di mensa aziendale. Proprio questa è la principale ragione dell'esistenza dei buoni pasto 2020: sostituiscono il servizio di mensa.

Ma sono tanti gli aspetti da chiarire, ben sapendo che il diritto a ricevere i ticket - elettronici o cartacei - spetta a tutti i lavoratori. Cerchiamo adesso di saperne di più ovvero analizziamo in questo articolo

  • Come funzionano i buoni pasto 2020
  • Buoni pasto 2020: normative, regole, contratti e leggi

Come funzionano i buoni pasto 2020

Ci sono alcune regole da cui non si scappa e con cui occorre fare i conti. Innanzitutto i buoni pasto consentono al titolare di ricevere un servizio sostitutivo di mensa di importo pari al valore facciale del buono pasto. Si tratta di una formula apparentemente complessa che in realtà si riferisce al valore della prestazione indicato sul buono, compresa l'Iva inclusa.

In seconda battuta, i buoni pasto 2020 permettono all'esercizio convenzionato di provare - documenti alla mano - l'avvenuta prestazione nei confronti delle società di emissione. Proprio questo aspetto è stato in passato oggetto di problemi.

Dopodiché i buoni pasto sono utilizzati solo dai prestatori di lavoro subordinato anche se l'orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto, oltre che da coloro che, norme alla mano, hanno instaurato un rapporto di collaborazione non subordinato. Con una precisazione importante: nel caso dei dipendenti, il rapporto di lavoro può essere sia a tempo pieno e sia parziale.

L'altro aspetto fondamentale che regola il funzionamento dei buoni pasto 2020 è che non sono cedibili né cumulabili oltre il limite di otto buoni e né commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare. Infine, ma non di minore importanza sia per chi li spende e sia per chi li riceve, i buoni pasto sono utilizzabili solo per l'intero valore facciale.

Buoni pasto 2020: normative, regole, contratti e leggi

La flessibilità dei buoni pasto e l'ampia diffusione che ottengono si spiega anche per via della facilitazione dal punto di vista fiscale con la nuova tassazione. Normativa 2020 alla mano, non concorrono alla formazione del reddito imponibile del lavoratore.

Solo l'eventuale eccedenza rispetto alle soglie finisce per concorrere al reddito del dipendente. Qui entrano quindi in gioco i valori: fino a 7 euro al giorno in forma elettronica e fino a 5,29 euro al giorno in forma cartacea. Le regole in corso prevedono anche il divieto di cumulo oltre otto buoni pasto.

Infine, i buoni pasto non concorrono al raggiungimento della franchigia annua di esenzione. Spetta allo stesso datore di lavoro controllare i limiti di esenzione sulla base del valore nominale dei buoni erogati.

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