Buoni pasto 2020 tassazione cambia. Ecco come

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Buoni pasto 2020 tassazione cambia. Ecco

Come cambia tassazione buoni pasto 2020

Sono quattro le caratteristiche fondamentali dei buoni pasto cartacei ed elettronici che saranno mantenute anche nel 2020. E con una doppia novitÓ importante.

Anche nel 2020 cambia la tassazione dei buoni pasto e si tratta di un ennesima modifica a una normativa che non riesce a trovare stabilità.

Alla base di questa ondata di novità c'è la volontà dell'esecutivo di accentuare le differenze tra i ticket cartacei e quelli elettronici, spingendo evidentemente verso questa seconda soluzione perché più facilmente tracciabili e sicuramente più economici nel ciclo produttivo e di gestione. Vediamo in questo articolo

  • Buoni pasto 2020, come sono
  • Come cambia tassazione buoni pasto 2020

Se la novità principale legata ai buoni pasto 2020 è da ricondurre alla nuova tassazione, dall'altra sono pronte a scattare anche altre novità strettamente legate, come quelle relative all'indennità sostitutiva e alla mensa aziendale da pagare con la card, a dimostrazione di come siano in tanti tra lavoratori e aziende coinvolte nella questione e all'importanza anche economica che riveste.

Buoni pasto 2020, come sono

Sono quattro le caratteristiche fondamentali dei buoni pasto cartacei ed elettronici che saranno mantenute anche nel 2020. Innanzitutto non possono essere ceduti. Significa che, nonostante un uso spesso distorto che se ne fa, possono essere utilizzati solo dal titolare del ticket, sia esso in forma elettronica o in forma cartacea.

Un altro punto fondamentale che coinvolge anche l'esercente che accetta i buoni pasto riguarda il cumulo. Possono infatti essere sommati per essere usati in contemporanea fino a 8 ticket.

Terza caratteristica, di cui si hanno meno riscontri di uso improprio, riguarda l'utilizzo poiché non possono essere commercializzati o convertiti in denaro. Infine, ma non di minore importanza e, anzi, da considerare con un certo rigore, i buoni pasto sono utilizzabili dal titolare per l'intero valore facciale. Significa che non è possibile ricevere eventuale resto in denaro.

A differenza di quanto si possa immaginare i buoni pasto non sono un diritto per legge, ma sono il Contratto collettivo nazionale di lavoro e il contratto di lavoro individuale a prevederlo.

Ma in ogni caso spetta ai lavoratori dipendenti (non si tratta comunque di una esclusiva) ovvero ai lavoratori subordinati, a tempo pieno o parziale, anche se l'orario di lavoro non prevede una pausa pranzo e se in azienda è previsto un servizio mensa.

Possono quindi essere utilizzati da coloro che hanno un rapporto di collaborazione anche non subordinato. Il datore di lavoro è tenuto distribuire un numero di tagliandi non superiore ai giorni realmente lavorati dal dipendente.

Oltre che che da bar, ristoranti e alimentari, mense aziendali e interaziendali, possono essere accettati anche da agriturismi e ittiturismi. I ticket possono essere impiegati per la vendita al dettaglio e per il consumo sul posto dei prodotti dei fondi agricoli.

Come cambia tassazione buoni pasto 2020

Il valore dei ticket è fino a 5,29 euro se cartacei e fino a 7 euro se elettronici. Ed è proprio questo il primo aspetto che potrebbe cambiare nel 2020. Potrebbe perché, stando a quanto previsto nella legge di Bilancio che sarà approvata solo nel 2020, i buoni pasto cartacei sono destinati a essere esclusi dalla retribuzione imponibile fino a 4 euro per giorno lavorato e fino a 8 euro se elettronici.

Come premesso, alla base di questa decisione c'è la volontà dell'esecutivo di spingere sull'utilizzo dei ticket elettronici. Essendo maggiormente tracciabili diventa più facile sapere se le quattro caratteristiche fondamentali dei buoni pasto cartacei ed elettronici siano rispettate.

I dati sono memorizzati su un supporto informatico ed è quindi presente un numero o un codice identificativo riconducibile al titolare. A differenza di quelli cartacei non serve la firma del titolare.

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