Buoni pasto, quando il lavoratore ha diritto di avere ticket e chiedere all'azienda e datore di lavoro

I buoni pasto permettono di ricevere un servizio sostitutivo di mensa di importo pari al valore facciale. Non sono una esclusiva dei lavoratori subordinati.

Buoni pasto, quando il lavoratore ha dir

Buoni pasto 2019, tutte le caratteristiche


Il buono pasto rappresenta uno strumento concretamente utile per lavoratori, aziende ed esercenti. Le norme in vigore nel 2019, per quanto il tentativo in corso sia quello di snellirle e renderle più semplici, presentano ancora alcuni punti non perfettamente chiari. Ad esempio quando il lavoratore ha diritto di avere i buoni pasto? Spettano solo agli assunti o anche ai collaboratori?

Sono una prerogativa di chi fa una pausa nell'ora del pranzo (o della cena) o anche di chi non presta servizio durante questa fascia oraria? Di base occorre precisare che la legge non prevede un obbligo per tutti i datori di lavoro di erogare i buoni pasto ai dipendenti anche se può essere disposto dal contratto collettivo applicato. E poi, anticipiamolo, non sono una esclusiva dei lavoratori subordinati, ma possono essere concessi anche ai collaboratori.

Buoni pasto 2019, tutte le caratteristiche

I buoni pasto permettono di ricevere un servizio sostitutivo di mensa di importo pari al valore facciale. A tal proposito il servizio mensa si può concretizzare in vari modi. Innanzitutto c'è la classica mensa aziendale interna con gestione propria o affidata in appalto. Poi c'è la mensa esterna in una struttura differente da quella del luogo di lavoro e quindi può essere realizzata sotto forma di buoni pasto di un determinato valore da utilizzare in esercizi convenzionati.

Di conseguenza gli stessi buoni pasto possono essere utilizzati dal lavoratore - dipendente o collaboratore - anche se l'orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto. La quarta e ultima modalità per fruire del servizio mensa è l'indennità sostitutiva di mensa.

Insomma, il lavoratore può avere diritto ai buoni pasto anche se in azienda è previsto un servizio mensa. I ticket sono quindi destinati dall'azienda ai lavoratori subordinati, a tempo pieno o parziale, anche se l'orario di lavoro non prevede una pausa pranzo. Norme aggiornate alla mano, i buoni pasto costituiscono il documento che consente all'esercizio convenzionato di provare l'avvenuta prestazione nei confronti delle società di emissione.

Possono essere utilizzati durante la giornata lavorativa (anche nelle domeniche o nei festivi) solo dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno e parziale, anche se l'orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto. È possibile cumulare sino a un massimo di 8 buoni pasto. Via libera anche ai lavoratori che hanno allacciato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato. Altre due caratteristiche di base di base dei buoni pasto sono l'esclusivo utilizzo per l'intero valore facciale e non possono essere ceduti, commercializzati, cumulati o convertiti in denaro.

Anche dal punto di vista formale ci sono regole ben precise da rispettare affinché i buoni pasto abbiano valore ovvero possano essere accettati e successivamente riscorsi.

Dal punto di vista formale devono infatti riportare il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro, la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione, il valore facciale espresso in valuta corrente, il termine temporale di utilizzo; lo spazio riservato alla apposizione della data di utilizzo, della firma dell'utilizzatore e del timbro dell'esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato; la dicitura "il buono pasto non è cumulabile, né cedibile, né commerciabile, né convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dall'utilizzatore".

Possono essere usati al di fuori dell'orario di lavoro?

In base alle norme 2019 in vigore, i buoni pasto non possono essere adoperati al di fuori dell'orario di lavoro ovvero per fare la spesa al supermercato o pagare il pranzo al ristorante nei fine settimana. Tra l'altro i buoni elettronici sono tracciabili per cui eventuali usi impropri verrebbero rilevati e sanzionati. Tuttavia possono essere usati nei mercatini, negli agriturismi, negli spacci aziendali, negli ittiturismo oltre a bar, ristoranti, pizzerie, negozi, così come per la spesa in campagna e negli agriturismi, considerata una nuova opportunità per i produttori e i consumatori.