Buoni pasto, sempre meno presi. Richiesta modifica norme e sciopero

Le nuove norme sui buoni pasto sollevano interrogativi che sono ancora senza risposta? Perché l'accettazione dei ticket in formato elettronico è ancora molto bassa?

Buoni pasto, sempre meno presi. Richiest

Buoni pasto: regole confermate e nuove norme


I buoni pasto sono sempre meno presi e le norme che li regolano nonostante siao stati fatti da poco non accontentano nessuno e stanno creando gravi problemi.per tutti gli attori interessati e coinvolti

E ora si aggiunge anche un caso di sciopero per i buoni non dati correttamente come abbiamo spiegato sotto, oltre alle altrequestione in sospeso. Sono i laoratori del trasporto urbano di La Spezia dell'Atc a scioperare in quanto vengono dati ad impiegati e personale di ufficio, ma sempre meno per una serie di modifiche delle regole interne, al personale di linea. E nessuno è d'accordo. Mancano norme comuni, come abbiamo visto sotto e ci sono tante altre questioni (aggiornato)
 

Non solo ci solo le questione descritte sotto, ma in molti casi i buoni pasto sembrano non essere accolti dai negozianti oppure come nel caso denunciato dai dipendenti Asp dela pubblica aministrazione vengono dati a qualcuno, mentre ad altri dipendenti no, in modo difforme e applicando le regole in maniera differente. Tra i buoni non accolti nei nogozianti ci sono sempre soprattutto quelli della pubblica amministrazione Qui Ticket come denunciato dall'Ugl-Unione Generale del Lavoro. Probabilmente, si dice, perchè non sono subito pagati, ma la società non ha voluto commentare la vicenda.
 

Buoni pasto: regole confermate e nuove norme

Sono ufficialmente in vigore le nuove regole sull'utilizzo dei buoni pasto anche negli agriturismi, negli spacci aziendali, nei mercati rionali. Tra le novità viene introdotta anche la cumulabilità dei ticket mensa fino a un tetto di otto al giorno. Dovranno però essere intensificati i controlli. Il buono mensa ha valore nominale, non può essere venduto, né ceduto a terzi. Se i ticket cartacei hanno un valore di 5,29 euro, le tessere elettroniche di 7 euro. Finora era possibile usare un solo ticket al giorno per fare la spesa ma in realtà è da tempo che i clienti staccano più di un buono pasto per pagare la spesa nei supermercati. Le nuove regole rendono lecita una pratica che era già ampiamente diffusa e fissano una soglia di cumulabilità a otto ticket. Tutto risolto? No, perché restano sul tavolo alcuni problemi

Nuove regole allora per i buoni pasto con la possibilità di spendere anche otto buoni pasto alla volta per fare la spesa, ad esempio in un supermercato, e che allarga anche le possibilità del loro utilizzo. Potranno infatti essere usati nei mercatini, negli agriturismi, negli spacci aziendali, negli ittiturismo oltre a bar, ristoranti, pizzerie, negozi. In sintesi, le regole confermate sono:

  1. Vanno spesi solo dal titolare
  2. Non sono cedibili né convertibili in denaro
  3. Non danno diritto al resto
  4. Vanno spesi in bar, ristoranti, pizzerie e negozi, per l'intero valore facciale

All'opposto, le nuove norme sono

  1. Se ne possono spendere fino a 8 alla volta
  2. Si possono acquistare prodotti alimentari pronti per il consumo
  3. Se ne possono spendere fino a 8 alla volta

Poterli usare per la spesa in campagna e negli agriturismi che aderiranno, potrà essere una nuova opportunità per i produttori e i consumatori. Non solo, ma si tratta di una opportunità per 4 italiani su 10 che fanno la spesa dal contadino negli agriturismi e nei mercati degli agricoltori. Resta in vigore il divieto di cederli a terzi ed è anche esclusa la possibilità di avere il resto. I buoni pasto non sono cedibili né commercializzabili o convertibili in denaro, sono utilizzabili solo dal titolare ed esclusivamente per l'intero valore facciale ossia il valore dell'importo specificato sul ticket. Per i buoni elettronici valgono le stesse regole. Il provvedimento del Ministero precisa poi che le società di emissione sono tenute ad adottare idonee misure antifalsificazione e di tracciabilità del buono pasto. Tra i buoni pasto più diffusi ci sono

  1. Blu Ticket card
  2. Day Tronic di Day Ristoservice
  3. E ticket di Gemeaz
  4. Pass Lunch Card e Lunch Tronic di Sodexo
  5. Pellegrini card
  6. Qui! Ticket card

Maggiori possibilità di utilizzo ma restano i problemi

Fin qui tutto chiaro, ma restano i problemi che il nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico non risolve. Viene estesa la cumulabilità fino a otto buoni, ma è per prestazione o giornaliera? Alla luce dell'allargamento delle possibilità di utilizzo, il buono pasto viene adesso considerato uno strumento di pagamento. E allora, quali e quanti rischi esistono sulla detassazione? Perché l'accettazione dei ticket in formato elettronico è ancora molto bassa? Alla luce del costo delle commissioni, come metterla con l'accettabilità da parte di bar e ristoranti? Si ricorda che il ribasso sul valore nominale del buono non possa essere superiore allo sconto incondizionato verso gli esercenti. Insomma, i nuovi buoni pasto sono realmente sostenibili? Sono tutte domande che per ora non hanno risposte definitive.

Nessuna esenzione in caso di assenza per ferie, malattia o quando il vitto viene offerto tramite mensa, convenzione con esercizi pubblici o, in caso di trasferte. Va da sé che vige il doppio divieto di vendere i buoni elettronici o di convertirli con quelli cartacei. Il datore di lavoro è tenuto distribuire un numero di tagliandi non superiore ai giorni realmente lavorati dal dipendente. La volontà della pubblica amministrazione è di diminuire i costi anche nella gestione dei buoni pasto e soprattutto di evitare l'utilizzo improprio.